'Posto che ho aperto la campagna elettorale del Pd con Nicola Zingaretti - ricorda Bonaccini - ma abbiamo condiviso insieme che stiamo parlando di una sfida elettorale in cui non c'è bisogno di balie o di fare i ventriloqui, in sostituzione di qualcuno. Noi siamo qui con le nostre facce, come dovrebbe essere normale in una competizione elettorale'. L'Italia, continua Bonaccini, 'è un Paese un po' curioso: ogni volta che si vota per un'istituzione, sembra che si parli invece di un altro livello istituzionale. Parliamo di governare l'Emilia-Romagna. Io ci metto la mia faccia, tutti quelli che vengono a dare una mano sono i benvenuti. Ma è evidente che siamo noi, con le nostre idee, che dobbiamo garantire governabilità e buon governo'.
Il governatore punge anche sugli appunti con alcuni consigli per la campagna elettorale dei leghisti in Emilia-Romagna trovato ieri in un hotel a Bologna dopo un'iniziativa con Salvini. 'Noi vogliamo essere votati per le nostre idee - afferma Bonaccini - certo, sorprende un pò che mentre si discute del futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti e di questa Regione, si indichi di parlare di Bibbiano o di Banca Etruria. In ogni caso, ognuno sceglie gli argomenti che vuole. Non so neanche se quell'appunto l'abbia fatto Salvini o meno...'.
Quanto alla coalizione di centrosinistra, afferma il presidente, 'noi vogliamo mettere al centro quattro pilastri: la conoscenza, il lavoro, la sostenibilità e ciò che serve per garantire che l'Emilia-Romagna continui a competere con i territori più avanzati d'Europa'. Infine la stoccata, ancora una volta a Salvini. 'Ieri aveva la felpa con la scritta 'Emilia' - sottolinea Bonaccini - è bene ricordare che questa regione si chiama Emilia-Romagna. E' l'unica al mondo che porta il nome di una strada, la via Emilia. Ma segnalo che nasce a Rimini, quindi in Romagna'.




