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Vergogna liste d'attesa in Emilia Romagna: 'Ripartire dalla trasparenza verso il cittadino'

Vergogna liste d'attesa in Emilia Romagna: 'Ripartire dalla trasparenza verso il cittadino'

Mastacchi: 'Creare un sistema informatico regionale trasparente che permetta di monitorare in tempo reale la propria posizione in lista e i tempi previsti'


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Con una risoluzione alla Giunta, il consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica torna ad affrontare l'emergenza dei tempi di attesa nel sistema sanitario dell'Emilia-Romagna, con una proposta che rovescia l’attuale approccio, dove il cittadino deve farsi “detective” della burocrazia per far valere i propri diritti.

La proposta di Mastacchi impegna la Giunta regionale a 'creare un sistema informatico trasparente per il monitoraggio delle liste da parte degli utenti. Inoltre, si richiede che le aziende sanitarie garantiscano automaticamente l'accesso a prestazioni alternative, come la libera professione o il privato convenzionato, qualora i tempi massimi previsti vengano superati. L'obiettivo finale è assicurare equità e tempestività nell'erogazione dei servizi medici su tutto il territorio regionale senza costi aggiuntivi per i pazienti'.

Le cause del problema sono strutturali: carenza di personale, tagli alla spesa pubblica e aumento della domanda dovuta all'invecchiamento della popolazione. La risoluzione sottolinea come 'i ritardi costringano i cittadini a rivolgersi al settore privato o a rinunciare alle cure, minando il diritto costituzionale alla salute previsto dall’Art. 32 della nostra Costituzione che definisce la salute come un 'fondamentale diritto dell'individuo'. L'effetto più drammatico della paralisi delle liste è la nascita di una sanità a due velocità, che mina il principio di uguaglianza. Chi ha i mezzi economici si rivolge al privato; chi non li ha, spesso rinuncia.

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La 'rinuncia alle cure' è una ferita sociale che colpisce i più fragili e che ha spinto persino il Presidente della Repubblica a un autorevole richiamo: il ritardo nelle visite non è solo un problema organizzativo, ma una minaccia alla tenuta democratica e sociale del Paese. La nostra salute non può e non deve dipendere dal nostro estratto conto'.

La proposta di Mastacchi punta a un cambio di paradigma attraverso la creazione di un sistema informatico regionale trasparente che 'permetta a ognuno di monitorare in tempo reale la propria posizione in lista e i tempi previsti. Ma il vero 'game-changer' prevede che non sia il paziente a dover presentare istanze, solleciti o reclami formali. Se la scadenza dei termini viene superata, deve essere l'Azienda Sanitaria ad attivarsi automaticamente, indirizzando il cittadino verso l'intramoenia o il privato accreditato. La tecnologia oggi ci permette quella trasparenza totale che un tempo era impossibile'.

'La 'cura' per le liste d'attesa non è solo una questione di fondi, ma di onestà amministrativa e automazione dei diritti. Spostare l'onere dell'azione dall'utente all'amministrazione significa restituire dignità al malato. È la fine della 'tassa occulta' fatta di tempo perso e frustrazione, che oggi grava pesantemente soprattutto sui cittadini meno istruiti o meno abbienti.

Il futuro del nostro Servizio Sanitario Regionale si gioca sulla capacità di trasformare i diritti teorici in prestazioni effettive. Solo quando il sistema riconoscerà automaticamente il proprio ritardo, potremo dire che il cittadino è tornato davvero al centro della politica sanitaria' - chiude Mastacchi.

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