'Il pozzo si sposta e non succede assolutamente niente. Questa frase, pronunciata in aula del Consiglio comunale di Modena durante il dibattito sulla bretella Campogalliano-Sassuolo, riassume con disarmante chiarezza la cultura politica di chi da decenni occupa posizioni di potere nel governo di questo territorio. Parole leggere con le quali Emilio Sabattini, ex presidente della Provincia che pensavamo disperso nel giurassico della politica modenese e invece lo ritroviamo a presiedere (da una vita) la Campogalliano-Sassuolo SpA, società concessionaria della bretella, minimizza i rischi dell’opera in via di realizzazione'. A parlare è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.
'I fatti, però, non si minimizzano. Nel luglio 2020 Atersir aveva già certificato ufficialmente “la piena interferenza dell’infrastruttura autostradale con l’area di tutela assoluta del pozzo C2”, concludendo che la proposta di AutoCs non poteva essere accolta perché “non sufficientemente cautelativa”. Nello stesso anno Hera, il gestore del servizio idrico, aveva prescritto ad AutoCs di provvedere, a proprie spese, al rifacimento preventivo del pozzo, con garanzia di pari qualità e quantità della risorsa idrica. A distanza di sei anni, come confermato dall’assessore Molinari in Consiglio comunale il 16 marzo scorso, non è ancora pervenuta “evidenza formale di una progettazione risolutiva”.
Sei anni, senza risposta. Il pozzo C2 di Marzaglia non è un dettaglio tecnico da risolvere “a tempo debito”: è una quota sostanziale dell’approvvigionamento idrico dell’intero acquedotto di Modena. Le sue acque, povere di nitrati, compensano quelle dei campi acquiferi di Cognento e Modena Sud, caratterizzate da concentrazioni oltre i limiti di legge per le acque destinate al consumo umano. Senza il C2, l’acqua che esce dai rubinetti dei modenesi peggiorerebbe significativamente. Non si tratta di un rischio teorico: è un rischio documentato e finora ignorato'.'Ma c’è un altro aspetto non di dettaglio, che non mi sorprende, ma che andrebbe spiegato ai cittadini. La continuità delle Presidenze delle due infrastrutture più impattanti per la provincia di Modena e la bassa pianura emiliano-romagnola, AutoCs (società concessionaria della bretella Campogalliano-Sassuolo) e Autostrada Regionale Cispadana SpA (società concessionaria della Cispadana, autostrada da oltre un miliardo e settecento milioni di euro che attraverserà la pianura tra Reggiolo e Ferrara), da sempre nelle mani di due ex presidenti della stessa Provincia di Modena. Due grandi opere. Due presidenze, ben retribuite, che gestiscono infrastrutture anche finanziate con denaro pubblico, delle quali ci incuriosiscono i criteri di nomina, apparentemente senza termini di durata, neppure per limiti di età o di naturale ricambio.
Comunque, al di là della oggettiva rilevazione dell’arroganza di un potere politico senza limiti di opportunità, la nostra posizione è e resta chiara: nessun cantiere deve essere avviato prima che il pozzo C2 sia messo in sicurezza con un progetto compiuto, chiaro e approvato formalmente da Comune di Modena, Atersir e Hera. Prima il progetto, poi – eventualmente – i lavori. Non il contrario. La salute dei modenesi non è negoziabile. E non lo diventerà per nessuna convenienza politica, vecchia o nuova' - chiude la Modena.




