'E' emerso un bisogno pressante di maggior supporto istituzionale da parte della Regione Emilia-Romagna. L'incontro ha seguito un format inclusivo: ciascun partecipante ha avuto l'opportunità di intervenire, esponendo le problematiche specifiche della propria attività, dalle difficoltà strutturali e burocratiche agli ostacoli di carattere economico e gestionale. A prendere parola sono stati agricoltori e allevatori di piccole e medie realtà locali, i cui interventi hanno messo in luce un quadro complesso e spesso trascurato. Le problematiche evidenziate spaziano dalle sfide legate alla redditività agricola alle pressioni della concorrenza internazionale, fino alle difficoltà causate dai cambiamenti climatici e dai costi crescenti delle materie prime - spiega Gidari -. Uno dei temi centrali dell’incontro è stata la gestione dei contributi e dei sussidi regionali, ritenuti insufficienti dai presenti per far fronte alle esigenze dell’agricoltura e dell’allevamento. Molti dei presenti hanno manifestato insoddisfazione per quella che percepiscono come una mancanza di strategia a lungo termine da parte della regione, soprattutto in relazione al sostegno alle filiere locali. A preoccupare, in particolare, è la mancanza di incentivi concreti per gli allevatori e i produttori di latte, che, tra costi di produzione in continuo aumento e margini di guadagno ridotti, si trovano in difficoltà nel mantenere un’attività che è non solo economica ma anche storica e identitaria per il territorio modenese'.
'La giornata ha rappresentato un momento di denuncia, ma anche di proposte. Molti agricoltori hanno avanzato richieste per un piano di intervento che possa includere sia incentivi economici diretti che misure di semplificazione burocratica, che considerano uno dei principali freni allo sviluppo del settore. La necessità di ridurre la distanza tra istituzioni e realtà locali è apparsa evidente, con la proposta di istituire tavoli permanenti di confronto e di creare maggiori canali di comunicazione tra amministrazione regionale e rappresentanti del settore. Questa è una fase in cui è necessario ascoltare chi lavora quotidianamente per mantenere viva la nostra agricoltura e la nostra produzione locale - ha dichiarato Gidari -. Occorre dare risposte concrete e tempestive al settore primario, che rappresenta una componente vitale dell’economia e della cultura del territorio.

