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Comitati ambiente, Campana (LeU) risponde alle 10 domande

Comitati ambiente, Campana (LeU) risponde alle 10 domande

'E' necessario lavorare e migliorare a monte della filiera e sperimentando nuove tecnologie per il recupero della materia'


3 minuti di lettura


Dopo Alessandra Di Bartolomeo, anche Lorenzo Campana, candidato LeU, risponde alle 10 domande che attraverso La Pressa i Comitati Ambiente hanno rivolto ai candidati alle elezioni di domenica.
Volentieri riportiamo anche le sue risposte.


1. Sì, certo. Credo che su questo tema sia necessario un quadro organico nazionale e specifico per i territori

2. Esistono già strumenti di questo tipo, il problema è come renderli funzionali ed efficaci

3. Destinare fondi per le scuole che presentano progetti virtuosi è certamente positivo, la questione è concentrare i pochi soldi su quelli maggiormente efficaci. Un lavoro propedeutico fra scuole e istituzioni che vada in questa direzione sarebbe auspicabile e opportuno.

4. L'indagine sarebbe senz'altro positiva, ma si deve stabilire chi sia a farla, ovvero i soggetti istituzionali deputati in tal senso. Bisogna evitare informazioni contraddittorie, senza oggettività scientifica che rischiano solo di produrre facili allarmismi.

5. E' un tema che sta dentro ciò che noi proponiamo come “Piano Verde”, ovvero, in questo caso, investimenti per la messa in sicurezza del territorio e che contemporaneamente producono lavoro

6. Gli obiettivi del PAIR 2020 erano e sono condivisibili. Ora è necessario capire cosa ha funzionato e farlo diventare “buone prassi” e cosa invece è da correggere.

7.

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Il problema principale è la mancanza di un piano complessivo nazionale che, ad esempio, a partire dall'alta velocità verifichi un potenziamento, invece, del trasporto pubblico locale in generale e quello su rotaia in particolare, anche recuperando strutture in disuso. E' in conseguenza di un piano di questo tipo che si possono rivedere scelte già fatte su strada.

8,9,10. Una corretta gestione dei rifiuti all'interno di uno stesso territorio regionale, si declina con la seguente filiera e passaggi prioritari. a) Raccolta differenziata “spinta”, come ad esempio il “porta a porta”, in funzione del recupero della materia. b) Ciò che non si recupera viene conferito in termovalorizzatore per la sua trasformazione in energia. c) Solo ciò che rimane viene conferito in discarica, che è ciò che più inquina in quanto ha rifiuti all'aperto e contemporaneamente consuma suolo non più recuperabile. In Provincia di Modena questo processo, a seguito dell'aumento della raccolta differenziata complessiva, ha prodotto la chiusura di diverse discariche (es. quella su via Nonantolana), evitando al tempo stesso il raddoppio dell'inceneritore previsto fino ad alcuni anni fa.

E' quindi necessario lavorare e migliorare a monte della filiera e sperimentando nuove tecnologie per il recupero della materia.

Ciò che crea problemi sono i rifiuti speciali, che per legge possono circolare fra una regione e l'altra verso gli inceneritori esistenti, e quando avvengono situazioni di crisi in altre Regioni. Per questo serve un piano/quadro di gestione dei rifiuti nazionale, ora inesistente, che “esporti” e regoli questo modello in tutto il paese; che preveda precisi piani di aiuti solidali nel caso di crisi di sistema; che riveda la legge che regola i rifiuti speciali; che possa costruire una tariffa puntuale conseguente.

Lorenzo Campana – Liberi e Uguali Candidato al collegio uninominale camera 8 Cento

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