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Comitati ambiente, ecco le risposte di Liberi e Uguali

Comitati ambiente, ecco le risposte di Liberi e Uguali

Di Bartolomeo: 'Smettiamola di realizzare autostrade finalizzate non ad agevolare gli spostamenti, ma solo ad incrementare gli appalti'


3 minuti di lettura


Continuiamo a pubblicare le risposte dei candidati modenesi alle elezioni del 4 marzo ai 10 quesiti posti attraverso La Pressa dai Comitati ambiente di Modena. Ecco le risposte di Alessandra Di Bartolomeo di Liberi e Uguali. Ribadiamo che le risposte si possono inviare a redazione@lapressa.it

1) Si, certamente. Il problema delle emissioni odorigene non ha ancora trovato alcuna risposta ed è necessario inserirlo organicamente nel testo unico ambientale (D.lgs 152/06) che prende finora in esame solo le emissioni che comportano problemi tossicologici.
2) Esiste già un elenco delle industrie insalubri (art.216 del Testo Unico Leggi Sanitarie) ma, per quanto necessario, ha funzioni oggi prevalentemente elencative. Indubbiamente una mappatura potrebbe dare maggiore percezione della situazione locale ed aiutare ad assumere ulteriori cautele.
3) Evidentemente i progetti virtuosi delle scuole in campo ambientale devono essere incoraggiati quale presa di coscienza di questi temi già in giovane età ma occorre non disperdere le sempre troppo scarse risorse in mille rivoli. Quindi, per promuovere efficacemente i temi ambientali nelle scuole, ritengo sarebbe opportuno creare una rete di promozione e divulgazione delle tante “buone pratiche” che già oggi sono presenti sul territorio che invece rimangono spesso confinate a livello locale.
4) Il tema è molto dibattuto sia in campo scientifico sia, spesso malamente, sui media.
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Complessivamente però l’informazione che giunge al cittadino è intermittente e prevalentemente deformata. Non esiste oggi un impegno reale, spesso nemmeno da parte degli enti locali, a conoscere l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie anche perché i provvedimenti che finora si è stati disposti ad assumere sono stati prevalentemente emergenziali e non strutturali. Occorre fare un salto al riguardo stimolando una presa di coscienza diffusa che sia di supporto a scelte drastiche che possono comportare un ripensamento della città e quindi anche impopolarità

5) Certamente ma non come materia di scambio con altro consumo di suolo, come accade oggi in città.
6) Condivido obiettivi del PAIR ma tanti di questi mi paiono “lettera morta” dentro ai suoi articoli. Basti pensare a quello del dimezzamento delle PM10 o a quello della riduzione di oltre un terzo degli ossidi di azoto. I sei ambiti di intervento del piano sembrano quasi rimossi nelle reali attività degli enti locali e, ad esempio, delle stesse aziende ambientali e di trasporto pubblico. Occorre fare immediatamente il punto della situazione e, verificata l’assoluta impossibilità di raggiungere gli obiettivi con le attuali politiche, imporre una drastica verifica delle quasi 100 misure, indicate nel piano per
il risanamento della qualità dell’aria, applicare conseguenti provvedimenti o inasprimento di quelle misure che si sono rivelate inattuate o inefficaci

7) Prima di tutto smettendola di realizzare autostrade finalizzate non ad agevolare gli spostamenti ma solo ad incrementare gli appalti, come ad esempio la nuova Modena-Sassuolo per la parte Scalo Merci-Sassuolo. Quelle risorse risparmiate (oltre 500 milioni nel caso in esempio) andrebbero utilizzate per creare metropolitane su ferro o su sede dedicata al fine di agevolare gli spostamenti urbani e la pendolarità. Inoltre occorre reintrodurre una cultura che privilegi i punti di interscambio (trasporto privato-pubblico), piste ciclabili e una drastica riduzione dei costi del trasporto collettivo.
8) Prevediamo la progressiva dismissione anche di quegli impianti o che lo Sblocca Italia ha inopinatamente potenziato, come accaduto a Modena. La raccolta differenziata ha mostrato tutta la sua efficacia ma ancora stenta ad essere dispiegata in tutte le sue potenzialità a causa di fortissimi interessi economici legati ai termovalorizzatori. Una legge che preveda il loro progressivo abbandono con sanzioni per quegli enti che non vi provvedono e rimozione degli amministratori inadempienti, obbligherebbe ad un rapido quanto salutare cambiamento di rotta.
9) Vedi punto 8
10) Unica soluzione è cambiare il PPGR prevedendo, entro un decennio, lo spegnimento
dell’inceneritore.


Alessandra Di Bartolomeo – Liberi e Uguali
Candidata al collegio plurinominale camera Modena Ferrara
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