'Ieri abbiamo assistito ad una manifestazione di cui la nostra città avrebbe fatto volentieri a meno. Seppure fondato su una condivisibile lotta alle discriminazioni, il “Gay Pride” è stato strumentalizzato ed utilizzato per finalità politiche da associazioni e varie realtà che rispondono alla violenza delle discriminazioni con un carico di ulteriore violenza. Violenza nei costumi, violenza nella volgarità, violenza nello scandalo, nel prevalere dell’istinto su cuore, ragione e coscienza'. Così Elisa Rossini, neo eletta consigliera comunale del Popolo della Famiglia.
'La presenza al “Gay Pride” del sindaco con la fascia tricolore è chiaro segno che si è trattato di una manifestazione politica, finalizzata a sostenere le rivendicazioni inserite nel documento politico del pride, tra le quali emergono la genitorialità per tutti e il matrimonio egualitario. La manifestazione di ieri non ha dunque portato nemmeno una briciola di pace e di amore, mentre ha avuto l’unica malcelata finalità di contribuire a scardinare l’impianto culturale della società fondata sulla famiglia, unico ed insostituibile corpo intermedio che ancora resiste all’arroganza della società consumistica e che genera e accoglie la vita, nell’amore - chiude la Rossini -. Da Modena, dove il rinnovo del consiglio comunale è stato contestuale allo svolgimento del Gay Pride, il Popolo della Famiglia comincia la battaglia politica per la salvezza di un’Italia e di un occidente che ha perso ogni riferimento valoriale'.


