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Consiglio comunale alla chiesa S.Carlo a porte chiuse: è polemica

Consiglio comunale alla chiesa S.Carlo a porte chiuse: è polemica

La decisione di spostare la seduta di giovedì 28 in cui si discuterà dell'esternalizzazione dei nidi, ha fatto annullare anche il sit-in di protesta


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Nel momento in cui le piazze, la vita sociale, culturale, lavorativa della città riprendono nei ritmi e negli spazi, dopo la lunga chiusura per l'emergenza Covid, garantendo così momenti e luoghi di socialità e comunità, l'amministrazione comunale decide di chiudere ancora di più gli spazi pubblici del confronto e della rappresentanza democratica. Chiudendo totalmente alla città e ai cittadini il luogo pubblico simbolo della vita politica, istituzionale e della rappresentanza democratica: il Consiglio Comunale. Trasferendo addirittura dalla sede del municipio in Piazza Grande alla chiesa del San Carlo (meno attrezzata dell'aula consiliare e forse con meno spazi di accesso e di uscita utili allo spostamento nel rispetto del distanziamento sociale), la seduta del Consiglio comunale programmata per giovedì pomeriggio 28 maggio. Una seduta a porte chiuse, con accesso vietato al pubblico (e a quanto pare al massimo contingentato anche ai giornalisti), e che, per lo scarso spazio all'esterno (via Farini è stretta), impedirà indirettamente, per evitare il rischio di assembramento, lo svolgersi del sit-in organizzato da CGIL e Cisl Scuola, partecipato anche da forze sociali ed associazioni, per protestare contro il processo di esternalizzazione di alcuni nidi comunali (di cui si parlerà nella seduta del consiglio).
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Presidio che si sarebbe dovuto tenere in concomitanza con il consiglio comunale, in piazza Grande, proprio sotto le finestre dell'aula consiliare.

Un mix di effetti che ha fatto pensare ad alcuni delusi dall'impossibilità di svolgere il sit-in, ad una mossa studiata a tavolino. La seduta al San Carlo, resa inacessibile al pubblico, avrebbe l'effetto di cancellare anche il presidio. Insomma, nessuno potrà né osservare né disturbare, anche solo con la presenza, il manovratore politico, nel momento in cui esporrà e discuterà su uno dei punti più caldi del dibattito di queste ultime settimane: quello delle esternalizzazioni dei Nidi. Insomma per il consiglio comunale la fase due, della riapertura, non è ancora iniziata, anzi delle due si è quasi rafforzata. 

Al di la delle intenzioni che ne stanno alla base, lo strappo comunque c'è. Uno strappo che prima di tutto è con la città che vede nel luogo simbolo della comunità l'emblema del distacco e della lontananza dai cittadini, e di un distanziamento che non è solo fisico ma, espresso dal comune, soprattutto sociale.
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