Due frasi, le sue, su due temi fondanti della storia democratica del Consiglio: il ruolo delle donne all'interno delle istituzioni, a partire da quello storico 31 marzo 1946, quando anche a Modena poterono partecipare al voto attivo e passivo non solo votando ma anche candidandosi, e il valore della democrazia stessa.
'Quel giorno non fu solo una tornata elettorale. Fu il primo fotogramma di un viaggio che non si è ancora concluso' - afferma Bertolini Ricordiamo che solo nel 1963 le donne poterono accedere alla magistratura. Oggi sono il 57% dei magistrati, ma solo il 33% ricopre ruoli di vertice. Questo ci dice una cosa molto semplice: la parità non è ancora compiuta'. Le parole scorrono e conquistano volti e cuori delle tante donne di sinistra, elette e non. Che trattengono segni di apprezzamento. 'Ma è davvero una dei vostri?' - chiede sussurrando una ex consigliere PD ad un consigliere di centro destra.
'La parità non si realizza stabilendo a tavolino chi deve occupare quali posizioni. Lo Stato non deve giocare la partita al posto delle persone. Deve garantire pari condizioni di partenza. Le donne non vincono quando diventano come gli uomini. Vincono quando sono pienamente se stesse'.
Poi il riferimento alla libertà, valore fondante anche nella sua esperienza politica, richiamato nel discorso come 'fondamento di ogni conquista': 'La libertà è stata la chiave di tutte le conquiste. Perderla significherebbe tornare indietro. Ci sono donne nel mondo che rischiano la vita per diritti che noi diamo per scontati.
Il taglio del discorso, pur con toni istituzionali condotto sui grandi principi, diventa più politico quando parlando del valore e della rappresentatività del Consiglio comunale, massimo simbolo della vita e del confronto democratico, Bertolini ha fatto riferimento al tema della continuità politica modenese al governo della città: 'La continuità amministrativa di Modena rende ancora più fondamentale il ruolo del Consiglio comunale e, in particolare, dell’opposizione. L’alternanza è uno dei pilastri della democrazia. Fare opposizione significa studiare, approfondire, proporre, controllare e anche dire di no. Significa rappresentare chi non si riconosce nella scelta della maggioranza, ma ha lo stesso diritto di essere ascoltato. Una città che conosce da così lungo tempo una stessa guida politica ha ancora più bisogno di un confronto autentico'.
Poi il richiamo al ruolo dell’aula consiliare: 'Il Consiglio comunale è il cuore della vita democratica della città, è il luogo dove si prendono decisioni che incidono sulla vita delle persone, è il luogo dove si costruisce una visione della nostra identità. Deve essere il luogo dove si discute davvero, dove si ascolta davvero. I cittadini chiedono più trasparenza, maggiore concretezza e soprattutto più ascolto. Troppo spesso guardano la politica con distanza.
'La democrazia funziona solo se è vissuta fino in fondo, funziona se chi governa si assume la responsabilità delle proprie scelte, funziona se le istituzioni cercano il confronto e non lo evitano. La democrazia non ha bisogno di celebrazioni formali. Ha bisogno di uomini e donne che abbiano il coraggio di praticarla' - chiude Isabella Bertolini.
Gi.Ga.



