Un convegno che cerca di fare luce su un aspetto poco considerato dei rapporti tra i sessi, quello della 'aggressività femminile' e che talvolta vedono l'uomo come vittima, non solo di violenza fisica, ma anche psicologica, economica e affettiva ma che sindaco e assessore hanno contestato accusando di essere espressione di una provocazione di stampo patriarcale e tesa alla negazione della violenza sulle donne.
'Una levata di scudi eccessiva e ideologica' - afferma Bertoldi. 'La violenza è violenza. Ci possono essere aggravanti o attenuanti legate alle fragilità, ai contesti, a tantissimi fattori che vanno presi in considerazione, ma un omicidio è un omicidio. Nell’ultimo periodo a Modena ci sono stati 2 uomini uccisi da 2 donne. Perché deve essere necessariamente un delitto inferiore come gravità rispetto all’inverso? Perché dobbiamo sempre essere schiavi del politicamente corretto o di pregiudizi ideologici? Forse in fase di separazione non esistono uomini vittime? Nell’affidamento dei figli siamo sicuri che ci sia la parità di genere? Non esistono argomenti tabù, ma argomenti che vanno sviscerati e visti da tutte le prospettive. Credo la reazione stizzita di chi a Modena detiene l’egemonia politica e culturale ad un convegno che approfondisce questi temi sia segno di miopia, il che non significa assolutamente giustificare la violenza contro le donne che anche in Consiglio Comunale ho sempre condannato con fermezza e senza incertezze. Il mondo non va visto con i paraocchi, ma va capito: comprendendo anche se esistono fattori che scatenano reazioni violente impreviste in persone che non erano notoriamente violente. Fattori la cui rimozione può evitare tragedie' - conclude il capogruppo Lega Modena


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