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Convegno scientifico etichettato come 'patriarcale', il Pd di Modena insiste: 'Forte preoccupazione'

Convegno scientifico etichettato come 'patriarcale', il Pd di Modena insiste: 'Forte preoccupazione'

'Davanti al rischio di un arretramento culturale occorre mantenere alta l'attenzione e continuare a lavorare, nelle istituzioni e nella società'


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'In giorni in cui il caso di Lorena Isceri ci mette ancora una volta di fronte alla drammatica realtà della violenza contro le donne, non può non suscitare forte preoccupazione il convegno annunciato per il 21 settembre a Modena, a partire già dal titolo scelto: ‘La violenza non ha genere’'. A intervenire, dopo la nota congiunta dei partiti di sinistra e dei sindacati, sono oggi i parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra.

'Studiare, approfondire e discutere tutte le forme di violenza è naturalmente legittimo e necessario. Altra cosa, però, sarebbe utilizzare questo principio per oscurare, relativizzare o mettere in discussione la natura strutturale della violenza contro le donne. Una realtà che i fatti continuano tragicamente a ricordarci: donne uccise, perseguitate, controllate, umiliate e maltrattate in quanto donne, all'interno di rapporti di potere e disuguaglianze che affondano le proprie radici in modelli culturali patriarcali che la nostra società non ha ancora superato'.

 

'Per questo – proseguono – preoccupa qualsiasi impostazione che rischi di rovesciare i termini della questione e, soprattutto, di delegittimare gli strumenti costruiti in questi anni per prevenire e contrastare la violenza, proteggere le vittime e accompagnare le donne che trovano la forza di denunciare.

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Non si tratta di privilegi né strumenti ideologici, ma di conquiste di civiltà ottenute grazie a decenni di battaglie delle donne, all'impegno dei Centri antiviolenza e delle associazioni e al lavoro delle istituzioni. Su questo terreno non possiamo permetterci alcun passo indietro'.

 

'Modena ha una lunga storia di difesa dei diritti, della libertà e della dignità delle donne. Proprio per questo riteniamo necessario affermare con chiarezza che riconoscere la specificità della violenza di genere non significa negare altre forme di violenza. Al contrario, corrisponde a guardare la realtà per quella che è e dotarsi degli strumenti adeguati per intervenire sulle sue cause profonde. Davanti al rischio di un arretramento culturale occorre mantenere alta l'attenzione e continuare a lavorare, nelle istituzioni e nella società, per prevenire la violenza e costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà e sulla piena parità'.

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