Il presidio di Piazza Torre pro intervento militare Usa Israele: la voce dei dissidenti e il sostegno alla resistenza iraniana
Davanti al sacrario della Ghirlandina, Antonio Platis e Carlo Giovanardi, hanno dato spazio alle testimonianze di due dissidenti iraniani, Sherafat Almi Alizera, e lo scritto Esmail Mohade, fuggiti dal regime molti anni fa, entrambi testimoni di una lunga lotta per la libertà del proprio Paese.Chiediamo quale sia la situazione attuale della popolazione e la possibilità di avere l'instaurazione di un governo laico e un percorso costituente. 'Una possibilità più che concreta - afferma Esmail. 'La resistenza iraniana è attiva da decenni e ha contribuito, dall'interno, a decapitare il regime. L'attacco esterno non sarebbe sufficiente. Ora è stata la proclamazione di un governo provvisorio da parte del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, con un programma in dieci punti e l’impegno a portare il Paese verso elezioni per un’Assemblea Costituente entro sei mesi'. C'è invece una possibilità che sia il regime a risollevarsi e riacquistare potere? 'Il regime oggi è più debole che mai - afferma Esmail - anche a causa della perdita di figure chiave della leadership religiosa, ma c'è un altro elemento fondamentale: la popolazione iraniana, composta in larga parte da giovani sotto i 35 anni, chiede con forza uno Stato laico e democratico, respingendo sia la teocrazia sia l’ipotesi di un ritorno alla monarchia'.
Il presidio ha richiamato anche un parallelo con la Resistenza italiana: davanti al monumento ai caduti, i promotori hanno ricordato come gli iraniani si ribellino oggi a un regime come successe nella seconda guerra mondiale. 'Modena fu bombardata dagli alleati ma la resistenza contribuì all'azione degli alleati per la liberazione.
Il presidio di Piazza Matteotti: contro l'intervento militare, e la preoccupazione per l’escalation
A pochi passi di distanza, in Piazza Matteotti, la CGIL ha guidato un presidio dal taglio profondamente diverso.'Abbiamo sempre sostenuto le rivendicazioni del popolo iraniano, anche con le mobilitazioni del movimento “Donna, Vita, Libertà”, ma 'siamo preoccupati per l'escalation militare e le sue conseguenze' - afferma Aurora Ferrari, della segretaria provinciale CGIL Modena. Per il sindacato e i movimenti oggi in piazza, 'l'eliminazione di figure di vertice del regime iraniano non aprirebbe automaticamente la strada a un cambiamento democratico, poiché i successori sembrano in continuità con la leadership precedente. Siamo convinti che l’unica via percorribile sia quella diplomatica. Le azioni militari unilaterali violano il diritto internazionale e rischiano di alimentare ulteriormente la tensione, con conseguenze sociali ed economiche enormi con aumento di gas ed energia. Avevamo già denunciato quanto accaduto in Venezuela all’inizio dell’anno; questa situazione, se possibile, è ancora più grave. Temiamo quella “guerra a pezzi” che Papa Francesco aveva previsto.
Siamo di fronte a un uomo potentissimo che ritiene di non dover rispondere a nessun organismo internazionale se non alla propria morale.


