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Due visioni, due piazze sulla crisi in Iran

Due visioni, due piazze sulla crisi in Iran
Due visioni, due piazze sulla crisi in Iran

In piazza Torre e in piazza Matteotti, pro e contro l'intervento Militare di Usa e Israele

In piazza Torre e in piazza Matteotti, pro e contro l'intervento Militare di Usa e Israele


3 minuti di lettura

A Modena, nel raggio di un centinaio di metri, due piazze hanno ospitato nello stessa mattina, due presidi distinti e simbolicamente contrapposti. Elemento divisivo l'attacco di Usa e Israele sull'Iran. Da un lato Piazzetta Torre davanti al sacrario della Ghirlandina, dove Antonio Platis e Carlo Giovanardi, hanno organizzato a nome di Forza Italia e Popolo e Libertà incontro pubblico insieme a esponenti politici locali e dissidenti iraniani. Dall’altro Piazza Matteotti, dove la CGIL, affiancata da Partito Democratico, Arci e numerose associazioni pacifiste, ha promosso una manifestazione incentrata sul rifiuto dell’escalation militare in Medio Oriente e sulla richiesta di soluzioni diplomatiche.

Il presidio di Piazza Torre pro intervento militare Usa Israele: la voce dei dissidenti e il sostegno alla resistenza iraniana

Davanti al sacrario della Ghirlandina, Antonio Platis e Carlo Giovanardi, hanno dato spazio alle testimonianze di due dissidenti iraniani, Sherafat Almi Alizera, e lo scritto Esmail Mohade, fuggiti dal regime molti anni fa, entrambi testimoni di una lunga lotta per la libertà del proprio Paese.
Chiediamo quale sia la situazione attuale della popolazione e la possibilità di avere l'instaurazione di un governo laico e un percorso costituente. 'Una possibilità più che concreta - afferma Esmail.
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'La resistenza iraniana è attiva da decenni e ha contribuito, dall'interno, a decapitare il regime. L'attacco esterno non sarebbe sufficiente. Ora è stata la proclamazione di un governo provvisorio da parte del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, con un programma in dieci punti e l’impegno a portare il Paese verso elezioni per un’Assemblea Costituente entro sei mesi'. C'è invece una possibilità che sia il regime a risollevarsi e riacquistare potere? 'Il regime oggi è più debole che mai - afferma Esmail - anche a causa della perdita di figure chiave della leadership religiosa, ma c'è un altro elemento fondamentale: la popolazione iraniana, composta in larga parte da giovani sotto i 35 anni, chiede con forza uno Stato laico e democratico, respingendo sia la teocrazia sia l’ipotesi di un ritorno alla monarchia'.
Il presidio ha richiamato anche un parallelo con la Resistenza italiana: davanti al monumento ai caduti, i promotori hanno ricordato come gli iraniani si ribellino oggi a un regime come successe nella seconda guerra mondiale. 'Modena fu bombardata dagli alleati ma la resistenza contribuì all'azione degli alleati per la liberazione.

Il presidio di Piazza Matteotti: contro l'intervento militare, e la preoccupazione per l’escalation

A pochi passi di distanza, in Piazza Matteotti, la CGIL ha guidato un presidio dal taglio profondamente diverso.
Accanto al sindacato erano presenti il Partito Democratico, Arci e varie associazioni pacifiste. Bandiere arcobaleno e della Palestina a sventolare. Al centro degli interventi, la forte preoccupazione per l’escalation militare in Medio Oriente e per le conseguenze economiche e sociali che questa potrebbe avere anche in Italia.
'Abbiamo sempre sostenuto le rivendicazioni del popolo iraniano, anche con le mobilitazioni del movimento “Donna, Vita, Libertà”, ma 'siamo preoccupati per l'escalation militare e le sue conseguenze' - afferma Aurora Ferrari, della segretaria provinciale CGIL Modena. Per il sindacato e i movimenti oggi in piazza, 'l'eliminazione di figure di vertice del regime iraniano non aprirebbe automaticamente la strada a un cambiamento democratico, poiché i successori sembrano in continuità con la leadership precedente. Siamo convinti che l’unica via percorribile sia quella diplomatica. Le azioni militari unilaterali violano il diritto internazionale e rischiano di alimentare ulteriormente la tensione, con conseguenze sociali ed economiche enormi con aumento di gas ed energia. Avevamo già denunciato quanto accaduto in Venezuela all’inizio dell’anno; questa situazione, se possibile, è ancora più grave. Temiamo quella “guerra a pezzi” che Papa Francesco aveva previsto.
Siamo di fronte a un uomo potentissimo che ritiene di non dover rispondere a nessun organismo internazionale se non alla propria morale.
Questo ci preoccupa profondamente' - conclude Ferrari.


Un caso diplomatico interno a Forza Italia, il coordinatore Giacobazzi precisa smentendo Platis: 'Il partito non ha promosso l'iniziativa'

L'iniziativa ha acceso più che all'esterno un piccolo caso diplomatico interno a Forza Italia. Il Segretario provinciale del Partito e portavoce regionale Piergiulio Giacobazzi ha voluto specificare che non si trattava di un evento organizzato da Forza Italia, come riportato nel volantino che promuoveva l'iniziativa e annunciato come tale da Platis. Nei confronti di quest'ultimo di fatto una sconfessione. 'Il nostro movimento politico - specifica Giacobazzi - era impegnato in attività relative al referendum sulla riforma della giustizia'. Peraltro, ad un centinaio di metri proprio dal presidio sull'Iran con Platis. Emblematico anche della distanza, non solo fisica, tra i due.


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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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