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Guerra in Iran: a Modena presidio del Coordinamento modenese contro la guerra

Guerra in Iran: a Modena presidio del Coordinamento modenese contro la guerra

Il presidio si terrà sabato 7 marzo alle 15:15, in piazza Matteotti, lato via Emilia


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Il Coordinamento modenese contro la guerra ha organizzato un presidio informativo che si svolgerà con l’ausilio di foto e video che arrivano dall’Iran e che documentano ciò che sta avvenendo nella Regione, il presidio si terrà sabato 7 marzo alle 15:15, in piazza Matteotti, lato via Emilia.
'Sabato 28 febbraio le forze aereonavali di Stati Uniti ed Israele hanno attaccato lo Stato sovrano della Repubblica Islamica dell’Iran, l’attacco si è svolto, come nel giugno 2025, durante la pausa di una sessione di trattative tra Iran e Usa sulla questione del nucleare, trattative che le due delegazioni giudicavano positive, almeno nelle dichiarazioni e nelle conferenze stampa. Il duo Usa-Israele, inseguito dalle drammatiche rivelazioni dei dossier Epstein, ha deciso, ancora una volta, di aggredire una nazione sovrana, senza nessun motivo plausibile, anzi dichiarando apertamente di voler provocare un regime change, visto che i tentativi precedenti non erano andati a buon fine. Durante la prima ondata di bombardamenti, è stato ucciso Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran e capo spirituale riconosciuto d 250 milioni di musulmani sciiti duodecimani, ben oltre quindi i confini dell’Iran.
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Nella mattina di sabato, sono state colpite anche due scuole femminili, l’attacco ha ucciso 168 bambine mentre nel bombardamento della casa della Guida Suprema, sono stati uccisi altri membri della sua famiglia, tra cui la nipote di 2 anni - si legge nella nota del Comitato -. Come molti analisti avevano previsto, la morte del leader politico e spirituale e di alcuni altri alti esponenti della gerarchia militare iraniana non hanno piegato l’Iran e hanno provocato una enorme collera nel popolo iraniano che è sceso in piazza ogni giorno per gridare il proprio dolore e la rabbia contro l’attacco della “coalizione Epstein”, i media italiani hanno dato l’ennesima prova di essere asserviti alle veline del potere atlantico, parlando di manifestazioni contro il governo dopo la morte di Khamenei che non sono mai avvenute e non poteva essere diversamente, stante lo stato di guerra'.

'L’esercito iraniano ha iniziato a colpire obietti strategici in Israele e tutte le basi e gli interessi americani nella regione, esattamente come aveva preannunciato, nel caso in cui l’enorme forza militare dispiegata dagli Usa fosse stata usata per colpire il proprio territorio, come è avvenuto. Il conflitto si sta estendendo al Libano, nuovamente attaccato da Israele e l’Ue ha ribadito tutta la propria inconsistenza, incapace di condannare l’ennesima violazione di ogni regola del Diritto Internazionale; i ministri italiani si sono coperti di ridicolo, con Crosetto disperso a Dubai e Antonio Taiani prodigo di consigli agli italiani bloccati nei paesi del Golfo, per evitare i droni in arrivo.
Il Presidente del Consiglio ha invece trovato il tempo di accusare la Russia di Putin per la drammatica escalation e si è capito che l’Italia non negherà l’uso delle basi Nato agli americani, diventando un paese belligerante di fatto. La quasi chiusura dello Stretto di Hormuz e l’estrema tensione in tutta la Regione hanno provocato, complice l’abituale speculazione, un aumento del costo del gas e del petrolio, con ricadute importanti a breve sulla tasche degli italiani, già provate da un aumento vertiginoso di tutti i principali beni e servizi in questi ultimi 5 anni. Gli scenari più inquietanti di allargamento del conflitto si stanno concretizzando e l’Italia rischia grosso, a tutti i livelli' - chiude il Coordinamento Modenese contro la guerra imperialista.
Foto Italpress
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