'La scomparsa del gruppo leghista in consiglio a Mirandola, dopo il passaggio agli ordini del generale Vannacci del consigliere Golinelli e di due suoi fedelissimi non è un episodio che può essere liquidato come un dettaglio dalla sindaca Budri ma uno strappo che altera gli equilibri della maggioranza e sposta verso l'estrema destra l'asse del governo cittadino. La sindaca Budri non può continuare a far finta di niente, deve spiegare ai mirandolesi quali saranno le conseguenze di questo spostamento e se il programma votato dagli elettori verrà ulteriormente piegato o definitivamente archiviato - dopo essere già stato decisamente smentito su partite cruciali come AIMAG e Ospedale'. Così la segreteria Pd di Mirandola.
'C'è poi una questione etica non secondaria: Letizia Budri ha partecipato in questi anni a diverse manifestazioni antifasciste e se non erano semplici passerelle, non può rifugiarsi in un silenzio complice di fronte a sostenitori di Putin, che inneggiano alla 'decima MAS' e appartengono alla destra europea con simpatie neofasciste e neo-naziste. La politica senza coerenza e senza principi, diventa solo una cinica gestione del potere. E i cittadini di Mirandola meritano molto di più' - chiude il Pd.


