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Emilia Romagna, Bonaccini supera l'esame di geografia

Emilia Romagna, Bonaccini supera l'esame di geografia

Ma il presidente non infierisce sull'errore della sua sfidante per la quale l'Emilia confinerebbe col Trentino. Ancora dialogo intanto col M5S


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Stefano Bonaccini supera il 'test' dei confini e avvisa: per governare l'Emilia-Romagna bisogna conoscerla. Questa mattina su Punto radio il presidente dell'Emilia-Romagna si è visto chiedere (da Manes Bernardini, in veste di conduttore) le regioni confinanti dell'Emilia-Romagna, così come capitato nei giorni scorsi alla sua sfidante per le prossime regionali Lucia Borgonzoni, 'interrogata' ad 'Un giorno da pecora'. Bonaccini, a differenza della senatrice leghista, inciampata sul Trentino, supera in pieno l'esame di geografia. Ma non infierisce sulla sua avversaria.

'Non mi sono permesso di commentare nulla - dice - ma credo che per provare a guidare una regione bisogna conoscerla, conoscere i suoi territori, con le loro opportunità e i problemi. Io - ricorda Bonaccini - ho fatto più di 100.000 chilometri all'anno in questi anni e sono stato in tutti i 328 Comuni dell'Emilia-Romagna, perchè l'unica condizione che hai per provare a fare bene è quella di andare, ascoltare e correggere'.
Poi, rispetto alle lacune di Borgonzoni in geografia, torna a precisare: 'Non sono intervenuto su Lucia Borgonzoni perchè a me non piace un teatrino dove ci si insulta dalla mattina alla sera'.

Ma il dibattito è tutto concentrato sulla possibile alleanza col M5S.
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Per il presidente dell'Emilia-Romagna sono più le cose che lo avvicinanno ai 5 stelle di quelle che ostacolano l'accordo elettorale in vista delle regionali del 26 gennaio. 'Non credo - ribadisce Bonaccini su Punto radio- agli accordi a tavolino per battere gli avversari. A vincere le elezioni senza avere un accordo di programma dopo sei mesi rischi di prendere in giro i cittadini e farli tornare a votare. Ma sono convinto che col Movimento 5 stelle si possa e si debba sedersi attorno ad un tavolo e verificare guardandosi negli occhi se ci sono punti programmatici in comune oppure no'.

Ad ogni modo, 'io - sostiene Bonaccini - credo che ci accomunino più cose di quelle che ci dividano. Se sarà possibile nascerà una alleanza simile a quella che oggi governa il paese, altrimenti rimarremo avversari che provano a rispettarsi. Io credo che ce la possiamo fare'. Bonaccini vede infatti nei 5 stelle una forma di civismo con cui fare i conti. Del resto il Movimento, ricorda l'esponente Pd, 'nacque qui come espressione di un nuovo civismo che chiedeva alcune cose, stanco di una certa politica'
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