'Non mi sono permesso di commentare nulla - dice - ma credo che per provare a guidare una regione bisogna conoscerla, conoscere i suoi territori, con le loro opportunità e i problemi. Io - ricorda Bonaccini - ho fatto più di 100.000 chilometri all'anno in questi anni e sono stato in tutti i 328 Comuni dell'Emilia-Romagna, perchè l'unica condizione che hai per provare a fare bene è quella di andare, ascoltare e correggere'.
Poi, rispetto alle lacune di Borgonzoni in geografia, torna a precisare: 'Non sono intervenuto su Lucia Borgonzoni perchè a me non piace un teatrino dove ci si insulta dalla mattina alla sera'.
Ma il dibattito è tutto concentrato sulla possibile alleanza col M5S. Per il presidente dell'Emilia-Romagna sono più le cose che lo avvicinanno ai 5 stelle di quelle che ostacolano l'accordo elettorale in vista delle regionali del 26 gennaio. 'Non credo - ribadisce Bonaccini su Punto radio- agli accordi a tavolino per battere gli avversari. A vincere le elezioni senza avere un accordo di programma dopo sei mesi rischi di prendere in giro i cittadini e farli tornare a votare. Ma sono convinto che col Movimento 5 stelle si possa e si debba sedersi attorno ad un tavolo e verificare guardandosi negli occhi se ci sono punti programmatici in comune oppure no'.
Ad ogni modo, 'io - sostiene Bonaccini - credo che ci accomunino più cose di quelle che ci dividano. Se sarà possibile nascerà una alleanza simile a quella che oggi governa il paese, altrimenti rimarremo avversari che provano a rispettarsi. Io credo che ce la possiamo fare'. Bonaccini vede infatti nei 5 stelle una forma di civismo con cui fare i conti. Del resto il Movimento, ricorda l'esponente Pd, 'nacque qui come espressione di un nuovo civismo che chiedeva alcune cose, stanco di una certa politica'.




