Il ministro del lavoro Orlando, come sottolinea qualcuno non aggregato al carro conformista del potere, deve dare cioè risposte rapide e concrete e non solo limitarsi a generiche scontate dichiarazioni burocratiche di 'vicinanza' alle famiglie. Peraltro sempre uguali e quindi controproducenti agli occhi della opinione pubblica. Gli si chiede insomma di fare il ministro del lavoro, di occuparsi anche delle condizione lavorative dei dipenenti delle imprese, di intervenire con atti concreti e rapidi di fronte ad una escalation di morti che sembra inarrestabile. Come quella di ridurre ad esempio la trafila burocratica sanzionatoria per fermare un cantiere edile che risulti fuori legge, per accrescere il numero degli ispettori del lavoro, per definire insomma un decreto legge complessivo che affronti nel merito la grave emergenza e blocchi la strage di lavoratori.
Abbandonando magari per un attimo le diatribe interne al suo partito, il Pd, sulla scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica o sugli accordi con altri partiti, visto che il problema delle morti sul lavoro è certamente argomento di più alto spessore morale e umano. Oppure si dimetta, se ritiene invece di essere più coinvolto e interessato a temi di schieramento e alleanze politiche e governative o della conservazione del suo posto di ministro.
Cesare Pradella



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