Il riferimento e' alle posizioni di Lega e 5 stelle sui rifiuti, una diversita' che il governatore Pd definisce 'imbarazzante' dal punto di vista delle realta' locali. 'Abbiamo bisogno di non fare demagogia ed evitare la sindrome Nimby (not in my backyard-non nel mio cortile, ndr)', dice Bonaccini. 'Non voglio aprire polemiche inutili- premette- ma se manca una strategia nazionale rischiamo di trovarci con questi problemi anche in altre parti del paese. Se chi governa il paese con la mano destra dice che servono termovalorizzatori in ogni provincia e con la sinistra che non ne serve nemmeno uno, salvo poi non raggiungere l'autosufficienza, succede poi che qualcuno che ogni tanto vuole farci lezioni bussi alla nostra porta per risolvere i suoi problemi. Ma chi governa questa regione e' stanco di lezioni'.
Gli amministratori emiliano-romagnoli, per usare le parole dell'assessore regionale all'Ambiente Paola Gazzolo, sono 'orfani di una strategia nazionale'. La situazione 'inedita sui rifiuti speciali che si e' presentata quest'anno con la chiusura del mercato cinese ha mostrato l'assenza di una risposta su scala paese', lasciando in sostanza l'Emilia-Romagna in una empasse nuova. La soluzione individuata nei giorni scorsi e' la priorita' assegnata dalle multiutility, a livello volontaristico visto che il mercato dei rifiuti speciali e' libero, e' quella della priorita' allo smaltimento delle imprese locali. Nei giorni scorsi la giunta aveva anche velocizzato l'iter autorizzativo per l'incremento dei rifiuti che e' possibile stoccare nei siti dell'Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 3%.




