Sul documento, illustrato dall’assessore all’Edilizia Giulio Guerzoni, si sono espressi a favore Pd, Avs, Pri-Azione-Sl, Spazio democratico, Modena Civica e M5s; astenuti Fratelli d'Italia, Lega Modena, Forza Italia, Modena in ascolto e Modena per Modena. Con la delibera è stato approvato il Terzo accordo integrativo all’Accordo di programma per la riqualificazione urbana della zona (sottoscritto nel 2003) che sarà siglato da Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, Società cooperativa edilizia Unioncasa, Società cooperativa Abitcoop e Società Cmb.
L’assessore ha sottolineato come la delibera rappresenti un altro capitolo di un progetto che, nonostante le difficoltà degli ultimi venticinque anni, sta finalmente prendendo forma. “Si tratta di un passo importante – ha dichiarato Guerzoni – non solo per la sicurezza della zona, ma anche per la risposta all’emergenza abitativa, grazie a una mix di offerta abitativa convenzionata, agevolata e libera. Con il supporto delle nuove opere pubbliche in corso, tra cui il Centro per l’impiego, la Scuola Innovativa, il PalaMadiba e altre infrastrutture, ci sono finalmente le condizioni per uno sviluppo armonioso della zona, con prospettive di completamento a breve, entro il 2026-2027”.
In particolare, Guerzoni ha evidenziato la coerenza di questo progetto con altre iniziative di riqualificazione nelle vicinanze, come quelle nell'ex Consorzio Agrario e nell'ex Corni, dimostrando come la pianificazione urbana possa affrontare la domanda abitativa in modo articolato. Tuttavia, l’assessore ha anche rimarcato la necessità di un maggiore impegno delle risorse nazionali per risolvere le criticità più gravi legate all’emergenza abitativa.
Ma la visione di Guerzoni viene duramente contestata dal capogruppo di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi, che critica aspramente l'approccio del Comune e l'incapacità del PD di gestire l'urbanistica negli ultimi venti anni. Secondo Giacobazzi, l'intervento, con la sua vocazione prevalentemente a carattere sociale e con una architettura senza innovazione, rischia di riproporre modelli urbanistici obsoleti, senza innovazioni, portando l'area verso un possibile degrado sociale e urbano. “L’assessore Guerzoni, indirettamente, ammette vent’anni di fallimenti nella gestione urbanistica del PD.
La critica di Giacobazzi si concentra sulla presunta mancanza di innovazione del piano, che non sarebbe in grado di rispondere alle sfide della Modena di oggi. Secondo il capogruppo di Forza Italia, il Comune, dopo 20 anni di piani particolereggiati naufragati avrebbe perso l'opportunità di imprimere una svolta significativa all'urbanistica della zona, oggi una delle più strategiche della città, che potrebbe invece poteva diventare un esempio di rigenerazione urbanistica all’avanguardia'.
Gi.Ga.



