Torna invece sulla questione treni la consigliera leghista Valentina Stragliati. Affrontandola però da un punto di vista diverso. 'Non ci sono solo 'no vax': tante persone stanno ancora attendendo di ricevere la prima dose di vaccino', ricorda Stragliati. In Emilia-Romagna 'una fascia d'età produttiva come quella 30-39 anni ha avuto accesso ai vaccini anti-Covid dopo rispetto ai cittadini della vicina Lombardia'. Quindi 'prima di stigmatizzare il comportamento degli emiliano-romagnoli o anche solo proporre treni speciali per separare vaccinati e non oltre al green pass obbligatorio, occorre dare a tutti la possibilità di vaccinarsi in tempi adeguati. Rispetto alla Lombardia la nostra Regione si è mossa con il freno a mano, anche a causa delle difficoltà riscontrate dai cittadini per prenotare ai Cup telefonici: ad oggi il 67% dei lombardi ha ricevuto la prima dose mentre noi siamo fermi a nemmeno il 60%', rileva l'esponente del Carroccio.
La giunta Bonaccini prende invece le difese dell'assessore Mauro Felicori per la sua proposta di carrozze divise per vaccinati e non vaccinati. Quella di Felicori 'e' una opinione del collega, certamente, le politiche ce le avete chiare tutti i giorni dai quello che i servizi mettono in campo', premette Paolo Calvano, assessore al Bilancio nell'esecutivo regionale, invitato a prendere pubblicamente posizione a nome della giunta sulla tesi di Felicori, durante il dibattito in aula di questo pomeriggio sul Defr, il documento di programmazione economica e finanziaria della Regione. Ma 'non dimentichiamo questa necessità', è l'invito di Calvano. In gioco, mette in chiaro l'assessore, c'è la ripresa dell'Emilia-Romagna.
Secondo Calvano 'tutti i capi delle forze politiche dovrebbero sentirsi in dovere di dire che dobbiamo vaccinarci. Basta uno che fa un passo indietro per confondere i cittadini, quando invece è indispensabile la vaccinazione per lasciarci alle spalle la pandemia'. Insomma, in questo momento è indispensabile secondo l'assessore Pd che 'tutti tirino nella stessa direzione'. Ma 'chi non vuole vaccinarsi va convinto, non criminalizzato', ribatte allora il capogruppo di Fratelli d'Italia Marco Lisei.




