Quattro anni fa tra le 61 candidature presentate, il sindaco di Modena scelse e designò Paolo Cavicchioli (poi Presidente, attualmente in carica), Donatella Pieri (Direttore del Conservatorio G.B Martini di Bologna), Vincenza Rando (Avvocato Vicepresidente di Libera), ed Ernest Owusu Trevisi (avvocato), il Consiglio di indirizzo della Fondazione.
Chi nomina gli altri 15 componenti
Oltre ai quattro componenti designati dal Comune di Modena, due componenti saranno nominati dall'Amministrazione provinciale di Modena, uno dell'amministrazione comunale di Sassuolo, uno dall’Amministrazione comunale di Castelfranco Emilia, uno dall’Amministrazione comunale di Pavullo nel Frignano, due dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente, tre dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, due dal Centro Servizi per il Volontariato, uno dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.
Tre, come prevede lo statuto, saranno nominati per cooptazione da parte dello stesso Consiglio, anche se non residenti nella provincia di Modena; al fine di assicurare l’equilibrata composizione del Consiglio di indirizzo, non potranno essere espressione degli Enti designanti.
Chi può avanzare proposte di candidatura
Le proposte di candidatura possono essere presentate dal sindaco e dai consiglieri comunali; dal rettore, dai presidi di facoltà e dai direttori di dipartimento dell’Università; dagli organi direttivi locali degli Ordini o dei Collegi professionali; dagli organi direttivi delle associazioni iscritte all'Elenco comunale delle forme associative, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria.
Sono consentite anche le autocandidature che devono avere almeno dieci sostenitori: professori o ricercatori dell'Università; iscritti agli Ordini o Collegi professionali; singoli componenti degli organi direttivi delle associazioni iscritte all’Elenco comunale delle forme associative, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria.
Nel 2018, 25 milioni di contributi erogati
Nel 2018 la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha deliberato erogazioni per 25 milioni 710 mila euro, con un incremento del 5,3 per cento rispetto al 2017. Se si considerano gli stanziamenti riferiti al triennio 2018-2020 per il progetto Ago (5 milioni 390 mila euro) il totale delle erogazioni sale a oltre 31 milioni di euro. Di questi, 4 milioni e mezzo vanno a finanziare progetti partecipati dal sistema-Fondazioni a livello nazionale e regionale per interventi di contrasto della povertà educativa giovanile e per il sostegno delle
Il patrimonio dell’Ente è di poco inferiore al miliardo di euro – sostanzialmente in linea con quello del 2017 – e presenta un avanzo d’esercizio di 29 milioni di euro (erano 13 milioni nel 2017). Le risorse accantonate per l’attività istituzionale ammontano complessivamente a circa 87 milioni di euro, così suddivise: 40 milioni di Fondi per erogazioni, 34 milioni 400 mila euro nel Fondo dedicato al progetto AGO, 7 milioni e mezzo per il Fondo stabilizzazione erogazioni, 5 milioni per il Fondo progetti strategici.
Nella foto, il sindaco di Modena con il Presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, Paolo Cavicchioli


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