'La recente caduta delle Borse mondiali, con una forte ripercussione in Italia, è solo l'ultimo segnale di una crisi strutturale del mercato dell'auto, che sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e l’intera filiera produttiva. Non si può continuare a parlare della nostra regione come la ‘Terra dei Motori’ con operazioni di facciata, mentre da anni assistiamo alla delocalizzazione delle produzioni all’estero. Questo fenomeno ha già colpito duramente settori strategici come la componentistica e la meccanica, e la situazione è destinata a peggiorare se non si interviene subito - prosegue Gidari -. L’impatto di questa crisi non può essere sottovalutato, soprattutto sui lavoratori e sulle famiglie della provincia. I posti di lavoro sono già a rischio, e la politica ha il dovere di agire immediatamente. Non possiamo ignorare gli effetti sociali ed economici di questa situazione: è necessario predisporre misure di tutela per chi ha mutui in corso, sostegni per le famiglie e politiche sugli affitti che siano all’altezza di questa emergenza'.
Gidari propone di istituire un tavolo stabile tra le associazioni industriali e bancarie, coinvolgendo Confindustria, sotto la guida del nuovo presidente Emanuele Orsini, e l’Associazione Bancaria Italiana. 'Serve un confronto costante per trovare soluzioni reali e non limitarsi agli slogan di campagna elettorale. La responsabilità politica deve tornare al centro del dibattito. Non possiamo fare finta di nulla: è il momento di scelte coraggiose per difendere il nostro territorio e i suoi lavoratori. Basta con le promesse vuote: agiamo subito per il futuro dell’Emilia-Romagna'.



