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Il bolognese Cavedagna nuovo leader nazionale di Forza Italia Giovani

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Eletto nel giorno dell'attacco di Berlusconi al Governo. 'Il presidente parla di dittatura? Ha solo ribadito che è ora che Salvini stacchi la spina al Governo'


Il bolognese Cavedagna nuovo leader nazionale di Forza Italia Giovani


Stefano Cavedagna, 28 anni, di Bologna, è il nuovo coordinatore nazionale di Forza Italia giovani. E' stato eletto oggi a Roma raccogliendo il testimone di Annagrazia Calabria. Un congresso nazionale nel quale l'eterno leader Silvio Berlusconi ha comunque ancora dominato l'attenzione con una bordata senza precedenti al Governo. 'C'è un’aria di illibertà - ha detto oggi Berlusconi rubando la scena a Cavedagna - siamo in una democrazia illiberale, anticamera della dittatura, se continua così'.
Ma Stefano Cavedagna ha l'entusiasmo di chi vuole davvero ricostruire il partito partendo dalla base e dai giovani e col suo incarico nazionale inevitabilmente giocherà un ruolo anche nella definizione delle alleanze in vista delle prossime amministrative in Emilia Romagna e anche a Modena.

Il profilo

Impegnato in politica dall'età di 17 anni come caporedattore del giornalino scolastico (sulle cui colonne non lesina attacchi alla presenza alle elezioni di partiti dichiaratamente comunisti), a 19 anni diventa consigliere comunale a San Lazzaro di Savena, a 20 anni capogruppo dell'allora Pdl.
Rappresentante degli studenti all’Università, nel 2011 viene nominato coordinatore provinciale di Bologna di Giovane Italia. Nel 2014 coordinatore regionale. Da quell’anno è nel comitato promotore del Campus Everest. Laureato in Relazioni Internazionali all’Unibo, ottiene poi un Master in Diplomacy dell’ISPI di Milano. Dal 2018 è dottorando di ricerca all’Università di Bologna per il corso di Diritto Europeo. 

L'intervista

Cavedagna, lei diventa leader di giovani di Forza Italia nel momento più difficile per il partito in termini di consensi. Il ricambio generazionale eternamente promesso non è ancora realizzato. Cosa le fa pensare che con la sua guida sarà possibile attuarlo?
'Oggi abbiamo una grande opportunità. La classe celebrata da questo congresso è composta da veri militanti. Persone che hanno presentato una lista, un programma, raccolto consensi e fatto campagna sui territorio. Veniamo tutti da una scuola politica basata su comizi, impegno all'università e volantinaggi. Io stesso fino a una settimana fa non avevo mai parlato con Silvio Berlusconi. Non siamo amici di amici, ma persone che da sempre si impegnano e lavorano sul territorio'.

Lei è stato eletto per acclamazione, si è comunque trattato di un congresso unitario.
'Sì è così. Ma credo che questo, quando vi è una visione comune, sia un dato positivo. Non sono un amante del concetto dei congressi fine a se stesso, ma credo ugualmente che in questo momento sia importante aprire una fase congressuale per i giovani sui territori. Dobbiamo formare elenchi di aderenti e coinvolgere i ragazzi. L'obiettivo deve essere quello di spezzare il rapporto tra chi nomina e il nominato perchè spesso crea un vincolo che spezza il legame del nominato con la base avendo egli come unico punto di riferimento chi lo ha voluto in quella posizione'.

E perchè questa volta l'impegno dei giovani dovrebbe portare a un vero rinnovamento in Forza Italia?
'Ho fatto cenno al tema organizzativo che parte dai congressi. Poi abbiamo intenzione di lanciare un progetto di formazione politica valoriale con scuole di studio dei grandi pensatori liberali che hanno costruito l'Europa. Una formazione valoriale che si affianchi a quella tecnica, per essere preparati a presentare una mozione, un progetto di legge in Parlamento o in Regione o un semplice ordine del giorno in Comune. In questo modo formeremo militanti che non saranno solo tali, ma liberi pensatori con gli strumenti per sostenere un confronto, una vera classe dirigente formata dal basso. Con l'impegno da parte del partito di introdurre i migliori giovani già nelle prossime tornate elettorali'.

Sembra un progetto opposto all'uno vale uno dei 5 Stelle. E' voluta la differenza?
'Il M5S è un partito creato in provetta e i cui attivisti non hanno alcuna pulsione politica. Un partito creato esclusivamente per conquistare il potere. Forza Italia è fatta di militanti che provano passione, la sentono nel cuore e per questo sono e saranno una risorsa'.

Veniamo appunto alle elezioni. Nel 2019 si vota per le Europee, ma anche in molti Comuni emiliani, Modena compresa. Lei crede davvero che Forza Italia possa presentare liste con giovani in posizioni eleggibili?
'Se i giovani vanno bene per applaudire nelle sale, per fare gazebo o volantinaggio, credo che con una buona formazione i meritevoli vadano benissimo per essere inseriti nelle liste'.

Berlusconi oggi le ha rubato la scena con l'attacco durissimo al Governo. Se il leader di Forza Italia parla di dittatura come è possibile immaginare ancora alleanze locali con la Lega di Governo. Lei immagina salterà l'accordo sancito poche settimane fa sulle prossime amministrative tra Berlusconi, Salvini e Meloni?
'Il messaggio di Berlusconi è stato chiaro anche oggi e va ascoltato nella sua interezza. Il presidente ha ribadito quello che dice da sempre: è ora che Salvini stacchi la spina al Governo. Salvini e la Lega rientrano nella logica del centrodestra e siamo naturali alleati. E' incompensibile l'alleanza del Carroccio coi 5 Stelle. Questo sì. Vede, io non ho mai incontrato Salvini, ma se lo incontrassi domani, gli farei una unica domanda: Perché? Perchè continuare con questo Governo del tutto innaturale?'

Giuseppe Leonelli




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