Ieri, 25 marzo, nel giorno dell’Annunciazione, Papa Francesco ha consacrato l'umanità, e in particolare Russia e Ucraina, al Cuore Immacolato di Maria, durante la liturgia penitenziale nella Basilica di San Pietro insieme ai vescovi di tutto il mondo. 'La vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni - aveva detto l'altro ieri il Papa all’incontro promosso dal Centro Femminile Italiano -. Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia. Occorre a un'altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato, non facendo vedere i denti, come adesso, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare'.
La risposta di Draghi
'L’esigenza del 2% di PIL in spese militari è perchè la Russia la ha invaso l’Ucraina in base a logiche che appartenevano ad altre epoche, per questo improvviso essere richiamati ad un passato che si pensava dimenticato si è suggerito di confermare l’impegno Nato'. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a conclusione del Consiglio europeo a Bruxelles ha riposto al Santo Padre.
'E’ un impegno preso nel 2006, tutti i governi l’hanno sempre confermato. Ora è tornata l’esigenza di tornare a riarmarci - aggiunge -. Riarmarci, per noi italiani, vuol dire farlo all’interno della difesa europea. Una difesa europea è fondamentale per arrivare ad una integrazione politica, è garanzia che non ci faremo piu la guerra'.
Il Papa: 'Pazzia acquistare più armi', ma Draghi conferma: 'Dobbiamo armarci'
'Riarmarci, per noi italiani, vuol dire farlo all’interno della difesa europea. Una difesa europea è fondamentale per arrivare ad una integrazione politica'
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