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La Cisl attacca: 'Scuola, forbici imposte dall'alto: colpiti Maranello e Fiorano'

La Cisl attacca: 'Scuola, forbici imposte dall'alto: colpiti Maranello e Fiorano'

'Si riduce la capacità educativa dei territori. Nessuna certezza sugli organici. Dopo la mobilitazione si sono salvati, invece, Bomporto e Ravarino'


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Il provveditore regionale Bruno Di Palma, nelle vesti di commissario ad acta del Governo, ha deciso: scatteranno dal prossimo settembre, con la partenza dell’anno scolastico 2026/2027, i dimensionamenti in tutta la regione e la forbice su Modena colpisce Fiorano e Maranello.

Con il decreto protocollato nella tarda serata di ieri, si stabilisce che nel primo comune si accorpano gli Istituti comprensivi di Fiorano e Bursi. D’ora in poi prenderanno il nome di Ic Fiorano. A Maranello si accorpano gli Istituti comprensivi Ferrari e il Carlo Stradi. Il nuovo nome sarà Ic Maranello.

'Modena resta con 86 autonomie. Viene cestinato il progetto farsa di accorpare Bomporto e Ravarino, segno che la mobilitazione sindacale, degli amministratori e dei cittadini ha funzionato. Ma questo non è un motivo di soddisfazione. Siamo alle prese con una riforma che riduce la scuola ad una variabile contabile, costruita sulla carta e senza alcun confronto con il territorio. Così non va assolutamente bene. Le riforme si fanno con coraggio, non dietro una scrivania', commenta Carmelo Randazzo, leader di Cisl Scuola Emilia Centrale.
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Secondo il sindacato, dietro scelte motivate formalmente da criteri amministrativi – presenza di più autonomie nello stesso territorio comunale e necessità di rientrare nel contingente regionale – ci cela una brutta realtà: si ignorano il lavoro di equilibrio, integrazione e prossimità già costruito negli anni dalle comunità scolastiche modenesi.

'A Modena non siamo di fronte a scuole inefficienti o sovradimensionate – denuncia la Cisl Scuola – ma a realtà che funzionano, radicate nei territori e capaci di rispondere a bisogni educativi complessi. Colpirle significa ridurre autonomia, aumentare carichi organizzativi, peggiorare le condizioni di lavoro dei professionisti della scuola. In definitiva, sono riusciti nel capolavoro di allontanare la scuola dalle persone”, incalza Randazzo, segnalando che “nel 2026, in un grande Paese occidentale che ha un bisogno disperato di una scuola potente, si sceglie la strada dei tagli al buio. Ad oggi non sappiamo nulla sui tagli che potrebbero scattare sul personale Ata e sugli organici dei docenti. Le scuole nate da questi accorpamenti avranno un nuovo codice meccanografico e, di fatto, scopriremo a settembre i veri numeri dei lavoratori assegnati. Non ci aspettiamo nulla di buono: inutile ricordare il caos organizzativo e il disastro degli organici sottodimensionati che dobbiamo combattere ogni maledetto settembre, pochi giorni prima del suono delle campanelle in classe'.

A livello regionale, i tagli complessivi varati dal Commissario confermano il numero dei pronostici: 17 accorpamenti realizzati, dalla Romagna a Piacenza, sostanzialmente in linea con quanto era già stato individuato nel 2023 da una deliberazione della Regione. Il numero 17 non è casuale, ma deriva esclusivamente dal vincolo di organico nazionale (DS e DSGA) imposto dal Governo e legato agli obiettivi Pnrr, non da una valutazione educativa dei territori. Di fatto, la rete scolastica regionale passa da 532 a 515 istituzioni autonome, e ciò andrà ad impattare su una regione che aveva già il record nazionale del numero di studenti per ogni autonomia.

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