In questo quadro, il patto per il lavoro caro al governatore Stefano Bonaccini va aggiornato sempre: 'Che il patto per il lavoro in Emilia-Romagna funzioni e' inequivocabile. È vero che tutto il Paese sta crescendo, ma noi siamo un traino. Poi- precisa Graziani a margine dei lavori del convegno- e' chiaro che il patto, una volta firmato, non puo' durare per sempre, ma dev'essere costantemente aggiornato. E lo stiamo riaggiornando proprio sulle politiche attive per i giovani: proviamo a dare insieme alla Regione una crescita sostenibile ed equa all'Emilia-Romagna', e' l'invito della Cisl.
Anche per il segretario della Cgil Emilia-Romagna, Luigi Giove, i dati positivi dell'Emilia-Romagna sull'occupazione non bastano per dire che la ripresa ormai e' arrivata: 'Non e' ancora sufficiente. I dati emiliano-romagnoli sono di gran lunga positivi e molto positivi rispetto al resto del Paese, ma c'e' un dato di fondo che riguarda la qualita' dell'occupazione che si genera: siamo ancora alle qualifiche e alle retribuzioni basse, a rapporti di tipo precario, spesso part-time involontari'. Tutto questo, avverte Giove allargando il raggio al contesto nazionale, 'colpisce, di nuovo, soprattutto le donne e i giovani ed ha un effetto sulla loro carriera contributiva: meno versamenti contributivi, allungamento ulteriore dell'eta' per la pensione'.
Quindi, 'oltre al lavoro povero c'e' anche la pensione povera.
Abbiamo innescato una bomba sociale ad orologeria, e' il momento giusto per disinnescarla: tra 10-15 anni potrebbe essere troppo tardi', conclude il segretario regionale Cgil.
Lavoro, Emilia-Romagna i sindacati plaudono al 'Patto per il lavoro' di Bonaccini. Sta funzionando
Cgil: I dati emiliano-romagnoli sono di gran lunga positivi e molto positivi rispetto al resto del Paese, ma c'e' un dato di fondo che riguarda la qualita' dell'occupazione che si genera: siamo ancora alle qualifiche e alle retribuzioni basse, a rapporti di tipo precario, spesso part-time involontari
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