Articoli Politica

'Le case dei rider dove i rider non sono più di casa'

'Le case dei rider dove i rider non sono più di casa'

Il consigliere comunale Andrea Mazzi evidenzia il paradosso: 'Almeno il Comune spieghi perché ha rinunciato al progetto e se e come i rider siano stati interpellati'


3 minuti di lettura

Nei giorni scorsi avevamo inserito la ex casa dei rider di Piazza Matteotti tra le infrastrutture simbolo di progetti per la sicurezza naufragati o abbandonati. Tra questi anche il punto Modena città sicura. Oggi a ritornare con una ricostruzione puntuale su nascita e declino senza spiegazione ufficiale del progetto 'Case dei rider' è Andrea Mazzi, consigliere comunale della lista Modena in Ascolto che incontriamo proprio in piazza Matteotti. Qui l'insegna del progetto 'Casa dei rider' c'è ancora ma risulta oggi al limite della beffa, soprattutto per i rider che si occupano delle consegne di cibo a domicilio, in quel chiosco messo a disposizione del Comune come base di appoggio al coperto tra una consegna e l'altra, non hanno accesso. Off-limit per loro. Molti di loro non sanno più che quello spazio, poteva e doveva essere un aiuto, anche per loro. Le chiavi della porta di accesso ce l'hanno i taxisti che gestiscono e utilizzano per loro lo spazio. Dal quale appunto, sono esclusi i rider. Gli stessi che il venerdì, sabato e domenica dalle 18 alle 21, avrebbero avuto accesso garantendo anche un presidio di sicurezza nella piazza. Oggi, nulla di tutto ciò. Il chiosco è al servizio dei taxisti e utilizzato come vetrina per lo store del Modena Volley.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

I rider che numerosi sostano sulle panchine di piazza Matteotti tra una commissione e l'altra, soprattutto gli ultimi arrivati, ignorano che quel posto era stato messo a disposizione per pausa al coperto, dalla pioggia ma anche dal sole, così come per caricare il cellulare, o lavarsi le mani e consumare un pasto. Non si pongono nemmeno più il problema di utilizzarlo.

Il consigliere comunale Mazzi ricostruisce la parabola delle due strutture (quella di Piazzale Natale Bruni, zona Tempio-Stazione di fianco all'ex cinema Principe, prima ad essere attivata, e quella di piazza Matteotti, messa a disposizione nel 2024). Nate per offrire servizi minimi ai rider: 'La prima Casa dei rider – spiega – è stata aperta nel 2022 al Tempio. La seconda nel 2024 con grande enfasi: comunicato del Comune, taglio del nastro, presenza dei sindacati. Dovevano essere spazi aperti alcune sere alla settimana, due al Tempio e tre in piazza Matteotti'.


Il progetto però si è rapidamente svuotato. E non è cosa da poco o da fare passare in sordina nel momento in cui si parla di miglioramento delle condizioni di lavoro.
'Quando inaugurarono l'altro chiosco di piazza Matteotti destinato al presidio di Polizia Locale e Volontari per la sicurezza, ho scoperto l’esistenza della seconda casa dei rider, a pochi metri. Rimasta tale solo di nome ma non di fatto'.
La situazione, dice, è paradossale. 'Al Tempio non c’è più nulla: quella casa è morta. In piazza Matteotti è rimasta l’insegna'

Mazzi evidenzia due problemi. Il primo è politico-amministrativo: 'C’è un modo di fare annunci che sembrano sempre meravigliosi, ma poi dopo pochi mesi tutto si sgonfia. Questa era un’idea dell’assessore Bosi: ora che la giunta è cambiata, probabilmente non interessa più. Ma almeno lo dicano. Ci vorrebbe coerenza'.
Il secondo riguarda la reale utilità del servizio: 'Parlando anche con la CISL, che aveva caldeggiato e appoggiato l'iniziativa, emerge che i rider sono talmente pressati dai tempi di consegna che non riescono nemmeno a fermarsi. Forse l’idea non era sbagliata, ma non è stata costruita ascoltando i diretti interessati'.
Ed è proprio questo, per Mazzi, il punto politico: 'Si parla dei rider, ma non con i rider. La domanda è: sapevano che esistevano queste case? Sono stati coinvolti quando si è deciso di aprirle? E quando si è deciso di chiuderle?'. Da qui una interrogazione in Consiglio comunale.
'Chiedo quali interlocuzioni ci siano state con le rappresentanze dei rider, quali valutazioni siano state fatte prima di chiudere gli spazi e, soprattutto, quali iniziative si intendano mettere in campo ora. Perché il tema delle loro condizioni di lavoro rimane, e se si vuole davvero aiutarli bisogna partire dall'ascolto e dalla valutazione dei loro bisogni reali'.

Nella foto sopra il Consigliere Andrea Mazzi davanti all'ingresso della Casa dei Rider in piazza Matteotti
Nel testo l'immagine dell'ormai ex casa dei rider in piazzale Natale Bruni, zona Tempio Stazione
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati