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M5S attacca: 'Voto, Antimafia vigili nei Comuni coinvolti in Aemilia'

M5S attacca: 'Voto, Antimafia vigili nei Comuni coinvolti in Aemilia'

Il Pd: 'Com'? che non sono stati altrettanto solerti nel chiedere un'indagine parlamentare sui 49 milioni sottratti dal loro socio?'


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'La commissione Antimafia segua le prossime elezioni comunali di Reggio Emilia e delle altre città interessate dall'inchiesta 'Aemilia' con gli strumenti e i controlli previsti'. L'invito a vigilare sul voto nella città che ha ospitato fino al 31 ottobre del 2018 il più grande processo per Ndrangheta del Nord, concluso in primo grado con 118 condanne, arriva dai parlamentari reggiani del Movimento 5 stelle, a cui fa eco la capogruppo pentastellata a Reggio Guatteri. 'Come ci ha ricordato Nicola Gratteri (procuratore capo di Catanzaro) siamo solo all'inizio. Va prestata da parte di tutti la massima attenzione', afferma la consigliera.

Una proposta bocciata dal segretario del Pd modenese Davide Fava. “I controlli degli organi deputati sono necessari, anzi benvenuti, ma sulla materia nessuna strumentalizzazione politica. Alcuni parlamentari emiliani a 5stelle hanno annunciato che chiederanno alla Commissione Antimafia di fare controlli preventivi sulle liste che verranno presentate alle elezioni amministrative nei territori dove si è mossa l’inchiesta Aemilia, a partire dai Comuni di Modena e Reggio Emilia. Quasi a voler sottintendere che queste comunità sono, per ciò stesso, sospette. Aemilia è stata un’indagine importantissima, è riuscita a far emergere inedite collusioni con la ‘ndrangheta: i nostri amministratori si sono costituiti parte civile e come partito abbiamo sostenuto, e continuiamo a sostenere, l’operato degli inquirenti e della magistratura.

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Ricordiamo che la Commissione Antimafia, presieduta dall’on. Bindi e in cui sedeva il nostro senatore Stefano Vaccari, ha seguito da vicino l’intera inchiesta e ha svolto controlli preventivi in diverse tornate elettorali. Benissimo i controlli, quindi, ma non accettiamo il teorema 5stelle che, in fase pre-elettorale, gioca a gettare sospetto indiscriminato su tutto e tutti - chiude Fava -. Com’è che non sono stati altrettanto solerti nel chiedere un’indagine parlamentare sui 49 milioni sottratti dal loro socio (ormai di maggioranza) nel contratto di governo, la Lega, ai contribuenti italiani? La richiesta di onestà non può andare a intermittenza…”.



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