Tra le priorita' indicate, si consiglia di 'procedere con il solo recupero degli edifici gia' presenti al fine della costituzione di una vera e propria cittadella della cultura e della creativita', in particolare individuando una destinazione idonea all'edificio ex-officine filovia (a titolo puramente esemplificativo, vi si potrebbe trasferire il multicentro educativo Modena Sergio Neri, oggi in affitto) e cercando di reperire a tale scopo fondi regionali, nazionali o internazionali'. L'M5s suggerisce inoltre, tra l'altro, di 'realizzare la gia' prevista palestra' sfruttando 'gli spazi presenti per ripensare la zona (e quella limitrofa di accesso al centro storico) in un'ottica di incentivazione della mobilita' dolce e sostenibile', ma anche 'implementare l'ipotizzata realizzazione di un'agora' e di un'area verde'.
Il M5s: 'In data odierna il M5S a Modena ha presentato una mozione in cui chiede all’Amministrazione di rivedere l’intero impianto del progetto ex-AMCM, prevedendo l’eliminazione dell’esercizio commerciale e del residenziale, e dunque procedendo ai soli interventi previsti sugli edifici pubblici.
Si tratta della posizione che abbiamo espresso anche due anni fa in occasione dell’approvazione delle linee guida. Si tratterebbe dunque di realizzare, tramite risorse proprie, fondi europei, regionali o del Ministero, una vera cittadella della cultura e creatività, non un ibrido improntato al consueto residenziale e commerciale.
Non mancano infatti le criticità che comporterebbe la costruzione di un nuovo complesso commerciale, quasi sicuramente a vocazione alimentare, nell’area di via Carlo Sigonio. Problemi di viabilità, in una zona già congestionata per larga parte della giornata. Ma soprattutto l’ennesimo colpo agli esercizi di vicinato che popolano l’area (circa una decina), nonché al vicino Mercato Albinelli, patrimonio di Modena e che l’Amministrazione dovrebbe cercare di tutelare e far diventare sempre più polo di eccellenza.
Sul lato del residenziale non si vede la necessità imminente della costruzione di nuovi alloggi in quanto, come tutti sanno, a Modena si può registrare un elevato numero di case sfitte e non utilizzate (dalle 6000 alle 10000 in base alle diverse stime) e molte altre ne sono già previste, se si pensa ai 550 nuovi alloggi del comparto Vaciglio-Morane, più tutto ciò che andrà avanti in seguito alla manifestazione di interesse pubblicata dal comune nei giorni scorsi. Nel complesso si arriverà a più di mille nuove abitazioni.
La modifica delle linee guida, che la delibera propone per poter accettare l’unica offerta pervenuta, infine, non pare essere coerente con il tipo di procedimento scelto, il che fa sorgere dei dubbi anche dal punto di vista amministrativo.
Il M5S chiede quindi all’Amministrazione un vero cambio di passo nella qualità degli interventi in città, non solo a parole, ma nei fatti. Chiede di mantenere la proprietà e la guida dell’intervento in modo da realizzare realmente un polo a vocazione pubblica, magari per stralci successivi sulla base delle risorse che si possono recuperare gradualmente.



