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A Modena Mezzetti si intesta il trionfo del No referendario: ora l'ala di Muzzarelli cerca un'intesa

A Modena Mezzetti si intesta il trionfo del No referendario: ora l'ala di Muzzarelli cerca un'intesa

I giovani muzzarelliani (Giulio Guerzoni, Federica Venturelli, Diego Lenzini...) hanno maturato l'idea che il muro contro muro non conviene alla loro carriera


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La percentuale record ottenuta dal No a Modena città, nella tornata referendaria (63.32%, sei punti superiore alla media provinciale) rappresenta un tesoretto importante in chiave locale per il sindaco Massimo Mezzetti. Mezzetti si è speso ripetutamente per il No in campagna elettorale e - considerato il risultato sopra soglia fatto registrare in città - può legittimamente intestarsi la vittoria. E' vero che anche gli avversari o competitor interni, a partire da Muzzarelli e Bonaccini, hanno fatto campagna elettorale, ma se ai piedi della Ghirlandina si registrano numeri bulgari, il riflesso del successo non può non baciare in prima battuta il sindaco.

Sul valore anche politico del referendum non vi sono ormai dubbi (come dimostrato in primis dalla reazione del premier Meloni) e, con numeri così smaccatamente favorevoli a Modena, Mezzetti può dormire sonni tranquilli rispetto al consenso che gode l'amministrazione, per nulla influenzato dalla martellante campagna a suon di video che i consiglieri di Fdi hanno messo in piedi nelle ultime settimane per il Sì. Una opposizione a traino Fdi evidentemente incapace di graffiare sui temi concreti, risultata poco credibile rispetto al quesito referendario e uscita, a Modena più che altrove, con le ossa rotte nel post-voto.


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in modo così vistoso la linea-Mezzetti e se Mezzetti stesso ha ormai ufficializzato la sua volontà di ricandidarsi a sindaco per il secondo mandato, la corrente interna che fa riferimento alla sua storica nemesi Muzzarelli, appare costretta a deporre le armi dello scontro frontale.

Si legge probabilmente anche in questo modo l'invito del laboratorio dell'ex sindaco di Fanano (Moltiplica) al sindaco di Modena per un evento sul tema Europa, un invito impensabile fino a poche settimane fa.


Detta in modo semplice: ancor prima che Muzzarelli che forse sarebbe pronto a mantenere una linea più coriacea, i giovani muzzarelliani (da Giulio Guerzoni passando per Federica Venturelli e Diego Lenzini) potrebbero aver maturato l'idea che la loro traiettoria di carriera sarebbe avvantaggiata da un atteggiamento più dialogante con un sindaco che quasi certamente resterà tale fino al 2034, piuttosto che continuare un muro contro muro. Insomma, va bene sostenere la spinta battagliera del condottiero Muzzarelli, ma sull'immolarsi in eterno qualcuno comincia a nutrire qualche perplessità.

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Del resto ognuno ha i suoi obiettivi specifici. La prima ad aver virato in questo senso abbandonando la nave targata Giancarlo è stata la consigliere regionale Ludovica Ferrari desiderosa di ricandidarsi in Regione e consapevole che tra 3

anni difficilmente potrà contare ancora sul traino dell'uomo di Fanano, ma ragionamenti simili li stanno facendo anche Federica Venturelli, in trampolino di lancio per un posto in Parlamento, e Giulio Guerzoni, eterna promessa, per ora rimasta tale, all'ombra dell'ex primo cittadino. Resta a presidiare la linea del Secchia, il segretario cittadino e cosegretario provinciale Pd, Diego Lenzini, ultimo samurai di una battaglia di retroguardia.

Giuseppe Leonelli

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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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