Più il sindaco già nel 2021 lanciava richieste di aiuto al ministro per destinare altrove i nuovi arrivi e più le risposte non arrivavano. Fino alla fine del governo Draghi e dell'incarico del ministro Lamorgese. Ma come spesso accade nelle emergenze di carattere umanitario, quando non vengono risolte, vengono consolidate e gestite dai professionisti dell'accoglienza, cooperative sociali ed onlus, finanziate con milioni di euro all'anno. E' successo, a Modena, nel nuovo ciclo della gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo iniziato con il picco degli sbarchi del 2017, diventato pressoché costante negli anni successivi, e finanziato con una dote media di 30 milioni di euro l'anno, e succede nuovamente per i minori stranieri non accompagnati che a differenza degli adulti, sono accolti attraverso un sistema gestito dal Comune con risorse nazionali. La politica non riesce a ridurre numeri ed emergenza? Allora la si gestisce. Al punto non solo da definire capitoli di spesa fissi in entrata ed in uscita dal bilancio comunale ma tali da motivare emergenziali variazioni di bilancio con proiezioni di spesa su scala triennale. Come quella dei giorni scorsi in Consiglio Comunale che ha sancito l'arrivo di 700.000 euro in più sul 2023 e 1,7 milioni sul 2024 per gestire un numero straordinario e in più di minori stranieri, rispetto a quello programmato.
Ovvero l'emergenza del 2022 gestita con una previsione di 800.000 euro in più destinati ai soggetti che già gestivano l'accoglienza, diventerà ordinaria nel 2023 e raddoppierà nel 2024. Anche perché a fare schizzare la spesa c'è l'ok del Ministero alla richiesta di portare da 60 a 100 euro la spesa procapite giornaliera per ogni minore straniero accolto. Parametri sui quali è stata basata anche la super gara per individuare i soggetti che quei soldi e quell'accoglienza li gestiranno.
Gi.Ga.


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