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Montanini al presidio Italpizza: 'La protesta non sia violenta, se no posti e azienda a rischio'

Montanini al presidio Italpizza: 'La protesta non sia violenta, se no posti e azienda a rischio'

Acceso confronto del consigliere comunale CambiaModena al presidio dei lavoratori: 'Necessario confronto democratico'. I Si Cobas: 'E' ciò che chiediamo ma non ci viene concesso'


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In attesa che la vertenza italpizza approdi di nuovo in consiglio comunale con l’interrogazione di Art- 1 Mdp e l’ordine degli giorno del consigliere Cambiamodena Antonio Montanini (entrambi rinviate per due sedute consecutive), è proprio quest’ultimo a portare di persona il confronto davanti  ai cancelli dell’azienda dove si sta svolgendo il presidio e lo sciopero spontaneo dei lavoratori Si Cobas. Montanini parla con i rappresentanti sindacali, ma i toni del confronto si alzano quando il consigliere paventa il rischio che una protesta violenta possa compromettere il futuro dell’azienda e dell'occupazione. 

'Si tratta di un argomento che mi sta particolarmente a cuore - afferma il Consigliere Comunale - perché secondo me è importante per la città non compromettere il destino di un'azienda sana e che offre lavoraro ad oltre 1000 persone.  Ritengo che sia da scongiurare qualsiasi forma di violenza e che sia necessario trovare il modo di portare tutto all'interno dell'alveo del confronto democratico'.

I lavorano lo ascoltano ma poi tra di loro si diffonde la consapevolezza che colui che parla è lo stesso che ha presentato un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale già letto nei giorni scorsi e che non piace affatto ai lavoratori perché - dicono - è a 'favore dell'azienda e contro i lavoratori'. 

'Allora perchè è qui?

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Per difendere l'azienda o per ascoltare ciò che abbiamo da dire? Se davvero vuole capire - incalzano i manifestanti - ci ascolti, ascolti, anche se lo sa, che cosa è successo in questi giorni ai lavoratori e se ci vuole aiutare vada dentro e chieda ai responsabili di darci quell'incontro che ci viene negato'.

Le parole di Montanini continuano con tono pacato, a tratti interrotte dalle domande. 'Io sono qui - ribadisce Montanini - per capire ma soprattutto per fare capire che è necessario evitare che la protesta dal piano sindacale si sposti sul piano occupazionale. Non deve passare questo messaggio'. Che è fin troppo chiaro. Problemi di questo tipo, dalle proteste al blocco dei camion, portano problemi all'azienda quindi per evitare problemi all'azienda meglio evitare che la protesta diventi un atto di forza. I lavoratori ed i rappresentanti sindacali capiscono dove Montanini vuole arrivare e che cosa vuole arrivare a dire. 'Ci spaventa e ci disgusta questa logica e questa ideologia.
Perché con lo spettro dei licenziamenti o con addirittura il trasferimento dell'azienda non si possono accettare provvedimenti e prassi che attaccano la dignità delle persone'

'Qui l'unica violenza - replica e chiude Eleonora Bortolato - non è quella fuori ma quella che viene perpetrata dentro ai danni dei lavoratori'

Gi.Ga.

 

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