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Muzzarelli plaude il vescovo: 'Ci chiama a responsabilità ambientale'

Muzzarelli plaude il vescovo: 'Ci chiama a responsabilità ambientale'

'A noi amministratori compete il far crescere nuova sensibilità ecologica, soprattutto nei giovani, una nuova coscienza collettiva che sconfigga l'indifferenza'


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'Un preciso richiamo alla responsabilità personale verso gli altri e, soprattutto, verso le future generazioni nei confronti dell’ambiente e del futuro della Terra'. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli commenta così il messaggio della Lettera alla città che l’arcivescovo Erio Castellucci, come è ormai tradizione per la solennità di San Geminiano, propone quest’anno con il titolo “Il custode di mio fratello”.

Partendo dall’uccisione di Abele da parte di Caino, dove l’uomo viene meno al suo dovere di custodia del fratello e del “giardino” che gli era stata affidato, il vescovo richiama i principali riferimenti all’ecologia nel magistero di Paolo VI, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e, naturalmente, nell’enciclica “Laudato sì” di papa Francesco, ispirata al Cantico delle creature. E poi cita il Calvino delle “Città invisibili” per raccontare di Leonia, la città che si espande e produce sempre più immondizia, che più espelle roba e più ne accumula.

“È una delle contraddizioni del nostro tempo – commenta Muzzarelli – nel quale, rispetto alle risorse della natura, viviamo al di sopra delle nostre possibilità. Nelle parole di don Erio riecheggia l’insegnamento di chi ci ricorda come la Terra, l’unica che abbiamo, non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli.

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E questo deve spronarci tutti a comportamenti più responsabili, a uno stile personale sobrio, sostenibile, sano, come sottolinea il vescovo. Che poi questo non basti – aggiunge il sindaco - lo dice lui stesso, ma questo non significa cedere alla tentazione di non fare nulla, all’indifferenza. E ha ragione il vescovo a criticare il benaltrismo, dobbiamo ripartire, invece, dal nostro impegno personale. Come amministratori pubblici, poi, dobbiamo sentirci chiamati direttamente in causa perché noi abbiamo il dovere di andare oltre al comportamento costruttivo che parte dai nostri gesti quotidiani, a noi compete una concreta progettualità negli interventi a favore della collettività che si deve integrare sempre di più anche con uno sforzo importante nella dimensione educativa per contribuire – conclude Muzzarelli – a far crescere una nuova sensibilità ecologica, soprattutto nei giovani, una nuova coscienza collettiva che sconfigga l’indifferenza. Nella consapevolezza che, come ci suggerisce l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che proprio in questi giorni il Comune sta approfondendo, gli obiettivi dello sviluppo sostenibile sono strettamente connessi con la lotta alla povertà, al degrado ambientale, all’ingiustizia sociale”.

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