“Ci siamo trovati - dice Schlein - nella necessità di assicurare la massima unitarietà all’avvio di questa fase nuova per il Pd. Abbiamo avviato un confronto che proseguirà in questi giorni, perché l’interesse comune che abbiamo è proprio quello di lavorare insieme sul rilancio di questo partito e sulle prossime sfide che ci aspettano”. Da parte sua Bonaccini spiega di aver voluto ribadire a Schlein “quello che ho sempre detto durante il congresso, che se fosse toccato a lei avrei fatto in modo di dare una mano. Le forme e i modi le vedremo, nei prossimi giorni valuteremo insieme cosa è più utile disporre dal punto di vista operativo e dei ruoli. A me quello che interessava oggi, e sono molto soddisfatto, è provare a dare davvero unità a questo Pd. Ne ha sofferto nel recente e lontano passato, vorremmo evitare di nuovo fratture o divisioni personalistiche o caratteriali. Penso che le magliette che abbiamo indossato ognuno di noi al congresso vadano tolte, adesso c’è solo la maglietta del Pd. Nei prossimi giorni insieme torneremo ad incontrarci e valutare”.
Alla fine, già volano le scommesse, in molti già danno Bonaccini in pole position per la presidenza del partito. Ma per la nuova segretaria non sarà comunque facile, le aspetta un difficile percorso soprattutto di ricucitura col popolo dei militanti, alla fine sempre cornuti e mazziati. Lo si è visto nel corso di questi anni, col puntare sempre sulla figura del leader solitario sostenuto per forza dai militanti che alla fine però contavano poco o niente visto che tanto toccava al popolo delle primarie l’ultima parola. Proprio per questo, e la nuova segretaria lo ha subito fatto intendere, bisognerà riprendere il filo e riorganizzare il partito proprio riportando al centro il peso dei militanti. Per questo Schlein ha insistito e insisterà sul tesseramento, per questo molto presto bisognerà rimettere mano alle regole interne per riportare il confronto politico tra le aree sulle diverse proposte e non su quel candidato contrapposto all’altro.




