'Lunedì presenteremo ufficialmente i coordinatori provinciali di Progetto Civico Italia in Emilia-Romagna, un passaggio importante che segna un ulteriore consolidamento di un percorso politico che parte dai territori e non dai palazzi. Non si tratta solo di un momento organizzativo, ma della costruzione concreta di una rete fatta da amministratori locali che ogni giorno si misurano con i problemi reali dei cittadini, insieme a tante persone della società civile che si distinguono nei propri territori per impegno, competenza e senso civico. Una rete ampia, credibile, che mette insieme un vero e proprio esercito di amministratori civici della nostra regione'. Ad annunciare la nascita ufficiale dei Comitati di Progetto Civico Italia in tutte le province dell'Emilia Romagna è il consigliere regionale Vincenzo Paldino. L'appuntamento è alle 18 alla Casa della Conoscenza in via Porrettana a Casalecchio di Reno: insieme a Paldino sarà presente il promotore di Progetto Civico Italia Alessandro Onorato e con loro Claudio De Monti di Piacenza, Antonio Nouvenne di Parma, Rosario Maragò di Modena, Stefano Calderoni di Ravenna, Matteo Manfredini di Reggio, Claudio Baccolini di Bologna, Elisa Zecchini di Forlì Cesena, Luca Preti di Ferrara, Michele Manuzzi di Forlì Cesena e Andrea Bellucci di Rimini.
Qual è il Dna di Progetto Civico Italia, cosa lo differenzia dal panorama partitico?
'Sempre più spesso la politica rischia di allontanarsi dalla vita reale delle persone. Progetto Civico Italia in Emilia-Romagna rappresenta invece un modello che si costruisce dal basso, provincia per provincia, mettendo insieme amministratori, professionisti e cittadini che ogni giorno si confrontano con problemi concreti. Ma questo percorso non si ferma alla costruzione di una rete: trova già oggi una sua declinazione chiara e concreta nell’attività istituzionale che stiamo portando avanti in Regione Emilia-Romagna'.
Il rischio che agli occhi degli elettori possa sembrare l'ennesima nascita di una nuova sigla politica esiste.
'Non stiamo costruendo una nuova sigla, ma una visione politica che in Regione si organizza attorno a quattro pilastri precisi: sicurezza, casa, sanità e trasporti. Sono questi i temi su cui i cittadini ci chiedono risposte e su cui siamo chiamati a misurarci ogni giorno'.
Date gambe al Progetto proprio all'indomani del terremoto politico legato all'esito referendario.
'Il risultato del recente referendum ci consegna una riflessione molto netta: ha vinto il no, ma sarebbe un errore pensare che quei voti si trasformino automaticamente in consenso politico per qualcuno. Quel voto ci dice invece che esiste una richiesta forte di chiarezza, concretezza e coraggio nell’affrontare i problemi reali del Paese.
Partiamo allora dalla sicurezza: quali sono le proposte concrete che avanzate?
'In Regione abbiamo già avviato un lavoro concreto, approvando una nostra risoluzione che impegna la Giunta a costruire una rete degli amministratori locali, per affrontare in modo integrato i temi della sicurezza urbana. All’interno di questo percorso abbiamo previsto anche il potenziamento degli street tutor, uno strumento importante per garantire maggiore presenza, prevenzione e sicurezza nei luoghi della movida e nei centri urbani, consentendo ai nostri ragazzi e a tutti i cittadini di vivere questi spazi con maggiore tranquillità. Il principio resta chiaro: più rispetto delle regole, più legalità e più integrazione, sapendo però che non può esistere integrazione vera senza legalità. In questo quadro si inserisce anche la risoluzione che abbiamo depositato sulle aree rom e sinti, con cui chiediamo più controlli, maggiore attenzione alla scolarizzazione dei minori, alla regolarità dei veicoli e un percorso serio di superamento delle microaree, per favorire soluzioni abitative più stabili e realmente inclusive'.
Poi ha citato la casa, un tema particolarmente sentito a Modena.
'Anche qui la Regione è già intervenuta con strumenti importanti, intercettando circa 300 milioni di euro per recuperare e restituire ai cittadini gli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzati. Ma serve fare di più. Abbiamo migliaia di case vuote e questo rappresenta un paradosso che va affrontato anche ricostruendo un rapporto di fiducia con i piccoli proprietari, oggi spesso scoraggiati dai tempi troppo lunghi per rientrare in possesso degli immobili. È giusto sostenere chi è in difficoltà, ma questo sostegno deve essere accompagnato da strumenti pubblici efficaci, che non scarichino il peso solo su una parte'.
La sanità: il tema delle prescrizione degli esami specialistici, posto per prima proprio dall'Ausl di Modena, ha creato più di una polemica.
'In Regione si sta lavorando sul tema dell’appropriatezza delle cure, che è la chiave per affrontare in modo strutturale il problema delle liste d’attesa. Dobbiamo avere il coraggio di dire che senza questo passaggio non riusciremo mai a garantire tempi adeguati. In questo percorso il ruolo dei medici di medicina generale è fondamentale, perché rappresentano il primo livello di accesso e di filtro del sistema sanitario'.
Infine il trasporto pubblico, a che punto siamo con la azienda unica?
'Serve una scelta strategica regionale per costruire un’azienda unica del trasporto pubblico locale. È una proposta che riteniamo fondamentale per superare frammentazioni, migliorare l’efficienza e garantire un servizio omogeneo su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, rendendo il trasporto pubblico una vera alternativa all’auto privata. Questo è il lavoro che stiamo portando avanti in Regione: un lavoro concreto, che parte dai problemi reali e prova a costruire soluzioni. Il civismo, per noi, non è una parola da utilizzare nei convegni, ma un metodo: mettere insieme competenze, responsabilità e buon senso, superando rigidità ideologiche che spesso allontanano i cittadini. Ed è proprio da qui che si rafforza anche il senso del percorso che stiamo costruendo a livello più ampio. Il lavoro che Alessandro Onorato sta portando avanti a livello nazionale va in questa direzione: dare forza a una rete civica fatta di amministratori che ogni giorno si confrontano con la realtà. Noi saremo al suo fianco, mettendo a disposizione l’esperienza di Emilia-Romagna Civica, una rete solida e credibile che nasce dai territori e che ha un unico obiettivo: trasformare i problemi concreti dei cittadini in risposte concrete. Perché oggi non basta più esserci. Bisogna dimostrare di saper incidere davvero'.


