I circoli sono diventati da tempo, non solo a causa della Pandemia, luoghi dove ci sono poche idee e nessun dibattito, dove gli idealisti, chi pensa, se ne vanno o si astengono in attesa di tempi migliori, rimangono così soltanto gli arrivisti e i carrieristi. Non si comprende che la partecipazione dipende prevalentemente da incentivi collettivi di identità, mentre spesso determinano solo coloro che rappresentano la corrente o lo status. Tutto ciò non aiuta a crescere e a cambiare ma a consumarsi. Nel partito si riscontra lo strapotere degli eletti negli uffici pubblici a scapito dell’organizzazione e dei corpi intermedi del partito. Oggi nei partiti non conta la base e neanche i dirigenti nazionali: contano solo gli eletti (le poltrone!), cioè chi dispone di risorse economiche e simboliche, indispensabili per aumentare consenso e mantenere la propria posizione. Anche per questo la politica è totalmente sgonfiata da ogni visione di lungo periodo. Urge un cambiamento radicale e passare dalla rappresentatività alla partecipazione, dal locale al nazionale, oltre a tornare a scegliere con chiarezza di essere dalla parte di chi fa fatica, di chi ha un lavoro e non riesce ad andare avanti perchè i diritti calano ogni giorno, per la salute, per la scuola e per servizi sempre più efficienti.
Antonio Vermigli – parte del direttivo del Circolo di Nonantola



