Sono 141.591 i cittadini modenesi, di cui 73162 femmine e 68429 maschi, che sono chiamati ad esprimersi su cinque referendum popolari abrogativi in materia di disciplina del lavoro e cittadinanza. Ossia, tutti i cittadini italiani, inclusi quelli naturalizzati, che abbiano compiuto 18 anni e che siano iscritti nelle liste elettorali del Comune. Tra questi, 699 diciottenni, dei quali 364 maschi e 335 femmine. Il cosiddetto corpo votante per corrispondenza (residenti all’estero iscritti all’Aire e persone temporaneamente all’estero per più di tre mesi per studio, lavoro o cure, che abbiano fatto richiesta) è composto complessivamente di 7787 persone (4160 maschi e 3627 femmine). 732 i fuorisede che voteranno a Modena, di cui 402 femmine e 330 maschi.
I seggi saranno aperti domani, domenica 8 giugno, dalle 7 alle 23, e lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15.Le 5 schede
Sono cinque i Referendum popolari abrogativi in materia di disciplina del lavoro e cittadinanza su cui gli elettori, nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno, sono chiamati a esprimersi e a cui corrispondono altrettante schede di colore diverso.
La scheda verde chiaro riguarda il quesito n. 1 sull’abrogazione della disciplina dei licenziamenti illegittimi nel contratto a tutele crescenti;
la scheda arancione si riferisce al quesito n. 2, relativo all’abrogazione parziale della normativa sui licenziamenti nelle piccole imprese;
la scheda grigia è destinata al quesito n. 3, incentrato sulla modifica delle regole per il contratto a termine;
la scheda rosso rubino è dedicata al quesito n. 4, sull’abrogazione della responsabilità solidale negli appalti in caso di infortuni;
la scheda gialla riguarda il quesito n. 5, che propone la riduzione del periodo minimo di residenza per la richiesta della cittadinanza italiana da parte di stranieri extracomunitari.
Più nel dettaglio, il primo quesito referendario propone l'abrogazione delle norme introdotte dal Jobs Act nel 2015, che hanno modificato le tutele per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. In particolare, si chiede se eliminare le disposizioni che prevedono un risarcimento economico in caso di licenziamento illegittimo, anziché il reintegro nel posto di lavoro, come previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il secondo quesito riguarda, invece, le aziende con meno di 15 dipendenti. Attualmente, in caso di licenziamento illegittimo, l'indennità spettante al lavoratore è limitata a un massimo di sei mensilità.

