“Se penso al territorio modenese, alle richieste di più sicurezza da parte dei presidenti di Quartiere e alla proroga delle famose zone rosse, sono sempre più convinto che il problema non si risolve militarizzando il territorio con più agenti, ma avviando una vera integrazione sociale: parlo di recupero degli spazi urbani, ma anche di nuove politiche in fatto di immigrazione, azioni in capo al Governo, che non possono limitarsi alle espulsioni, tantomeno ai click day del Decreto Flussi, che lasciano nel limbo migliaia e migliaia di stranieri. Anche in provincia di Modena, infatti, ci sono migliaia di irregolari, di fatto invisibili e facili prede per la criminalità, che potrebbero venire reinseriti nel mondo del lavoro, se solo le aziende ne avessero la possibilità a livello normativo”.Così si esprime Vincenzo Paldino, consigliere regionale e capogruppo dei ‘Civici, con de Pascale’, protagonista questa mattina del question time in Regione con un’interrogazione a risposta immediata, in cui ha chiesto alla Giunta de Pascale di mettere in atto strategie efficaci per migliorare la sicurezza urbana alla luce degli ultimi episodi di cronaca, a partire dell’uccisione del capotreno a Bologna.Paldino ha ricordato, tra le altre cose, “le richieste e le segnalazioni dei quattro Quartieri di Modena intervenuti in Consiglio comunale e la proroga della Prefettura
per altri tre mesi delle zone rosse, alla luce – tra gli altri - anche dei 61 ordini di allontanamento elevati nelle scorse settimane sempre a Modena, i 17 stranieri irregolari individuati, le 8 persone arrestate e le 37 deferite all’Autorità giudiziaria”.“L’aspetto della sicurezza riguarda tanti ambiti – sottolinea Paldino -, a partire da quello urbanistico e sociale, ma anche i maggiori controlli sul territorio. Ci sono però aspetti che non possiamo sottovalutare, tra cui il grave disagio sociale che sta attraversando la nostra comunità. E’ sicuramente necessario avere più presidio delle forze dell’ordine, ma dobbiamo essere altrettanto bravi a intercettare il malessere sociale, in particolare tra le giovani generazioni. Non possiamo pensare che i problemi si risolvono solo col maggiore presidio del territorio, come a volte emerge, per esempio, nel dibattito politico che riguarda Modena, territorio che conosco bene”.“E’ poi fondamentale – prosegue Paldino – che la Regione Emilia-Romagna solleciti il Governo nazionale sul tema immigrazione, regolarizzazioni, espulsioni, reinserimento degli irregolari nel mondo del lavoro, per attivare anche un tavolo di confronto dedicato alla sicurezza nelle stazioni ferroviarie e delle aree limitrofe”.Nella risposta al question time, la Sottosegretaria alla Presidenza della giunta Manuela Rontini sottolinea come “accanto all’azione repressiva, che è di stretta competenza statale, occorre sostenere e rafforzare l’azione preventiva.
In concreto, – prosegue – l’approccio preventivo si traduce in interventi di miglioramento delle condizioni di vita dei quartieri e di sostegno alle famiglie, di rafforzamento della funzione di prossimità e presidio delle polizie locali, con il supporto sia del volontariato per la sicurezza che della figura degli Street Tutor, coinvolti in un’azione di mediazione sociale e prevenzione dei rischi nelle aree, negli spazi pubblici adiacenti ai pubblici esercizi individuati dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Inoltre, massima disponibilità della Giunta a partecipare attivamente a tavoli di confronto permanente dedicati alla sicurezza nelle stazioni”.