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Rinforzo argine del Panaro Navicello, dopo sei anni i lavori partono piano

Rinforzo argine del Panaro Navicello, dopo sei anni i lavori partono piano

Il finanziamento da 8 milioni della Regione vede la parte più consistente nel 2028. Botta e risposta Comune e Forza Italia: 'Trionfalismi inopportuni'


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Il Comune di Nonantola ha salutato come una “notizia fortemente attesa” la delibera regionale che conferma l’investimento complessivo di 8 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’argine del Panaro nel tratto già famoso per rotte storiche nel passato e in quella recente del 2020 che costò l'alluvione di Nonantola. L'investimento complessivo di 8 milioni di euro per l'adeguamento dell'argine, in destra idraulica del fiume Panaro, nel tratto ricompreso tra i comuni di Castelfranco Emilia e Nonantola. 'L'intervento - fa sapere i Comune - è suddiviso in due lotti funzionali per consentirne una più rapida ed efficace realizzazione'


Dello sblocco di una opera prevista come fondamentale ma rimasta sulla carta per anni ne parlammo già nei giorni scorsi ricordando come la sveglia agli amministratore per garantire il via ad un opera già prevista da anni, fu data dai comitati modenesi in un recente incontro in Regione con l'asssore Rontini, i tecnici di Aipo e i responsabili dell'agenzia regionale di Protezione civile.


La suddivisione dell’opera in due lotti funzionali, consentirebbe una realizzazione più rapida ed efficace.

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Il sindaco di Nonantola Tiziana Baccolini definisce l’intervento “strategico per la sicurezza idraulica lungo il Panaro”.


Antonio Platis e Monica Contursi, esponenti di Forza Italia, contestano l’enfasi dell’amministrazione comunale e della Regione: 'Non si tratta dell’avvio di un intervento da 8 milioni, bensì della ripartizione di fondi già programmati nel dicembre 2023. Secondo gli azzurri, nel 2026 verranno attivati solo 430mila euro del primo lotto, mentre i restanti 500mila slitteranno al 2027. Il secondo lotto, quello più consistente, non prevede alcuna spesa nell’anno in corso: 270mila euro nel 2027, 3 milioni nel 2028 e 3,8 milioni nelle annualità successive'. Per Platis e Contursi, “non è corretto lasciare intendere che stiano partendo ora lavori per 8 milioni di euro”.


La critica si concentra anche sul divario tra comunicazione istituzionale e realtà dei cantieri. Forza Italia sostiene che, a quasi sei anni dalla rotta del dicembre 2020, cittadini e imprese abbiano diritto a conoscere tempi certi, progettazioni, affidamenti e conclusioni dell’opera. La sicurezza idraulica, affermano, “non può essere realizzata a rate né diventare materia di propaganda”. Da qui la richiesta di un cronoprogramma vincolante che chiarisca quando l’intervento entrerà davvero nel vivo e quando sarà completato.


Sottolinea il ritardo e un annuncio che mostra soprattutto l'inerzia delle amministrazioni Massimo Neviani, del Comitato Alluvionati non per caso che parla apertamente di “inerzia delle amministrazioni locali” e di una “pessima gestione regionale” per aver atteso quasi sei anni prima di intervenire sull’argine responsabile della rotta.

Neviani richiama la relazione della commissione sull’alluvione, che descriveva un argine con larghezza minima, sponde troppo inclinate, materiali inadeguati e una vegetazione incontrollata cresciuta per anni a causa del mancato sfalcio. Una situazione definita “insostenibile”, di fronte alla quale solo nell’incontro con il Sottosegretario Rontini si è vista una presa d’atto della Regione e un via libera effettivo ai lavori.


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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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