No, No, No, No. Un no ripetuto tante volte quanto quello riportato sui manifesti realizzati dai gruppi di opposizione consiliare e affissi nel comune. Tanti no quante le volte in cui nell'ultima seduta del consiglio comunale di San Cesario, la maggioranza consiliare di centro sinistra ha rigettato le diverse proposte dei gruppi d'opposizione, rappresentati dai consiglieri Mirko Zanoli, Lodovica Boni e Sabina Piccinini per avviare un confronto anche con i privati sulla riqualificazione di edifici abbandonati o degradati del centro storico. Immobili di rilievo anche pubblico la cui riqualificazione potrebbe costituire anche una opportunità: l’ex macello, la casa natale del violinista Filippo Sighicelli, il “bastione”, immobile fatiscente fra la Basilica e Villa Boschetti, l’ex Convento, e l’area industriale abbandonata dell’ex cartiera. Cinque no, secchi su tutte le proposte. Nonostante queste ultime avessero come oggetto l'avvio di un percorso di dialogo con i privati proprietari. 'Per questo riteniamo inspiegabile il comportamento del Sindaco che ha addirittura minacciato di sospendere la seduta e dell’Assessore al Turismo che per tutta la serata non ha pronunciato una parola' - affermano i tre consiglieri che per informare i cittadini elettori su quanto era successo hanno deciso di mettere in campo una campagna di affissioni.
'Un comportamento davvero contraddittorio quello dei nostri Amministratori che cercano la collaborazione con partner privati solo per la gestione di un edificio pubblico come Villa Boschetti, attraverso il bando del “partenariato pubblico privato”.
Quando invece si tratta di recuperare edifici di proprietà di privati il dialogo non deve esistere, men che meno la ricerca di incentivi fiscali o finanziamenti, addirittura, per il Consigliere di centrodestra, Luciano Rosi, in piena sintonia con la maggioranza di centrosinistra, la collaborazione con i privati sarebbe una forma di “peculato” - affermano Zanoli, Boni e Piccinini che concludono.
'Il centro storico per lungo tempo ancora rimarrà avvilito da edifici abbandonati che trovano la massima espressione nell’area industriale dell’ex cartiera. Abbiamo chiesto che si intervenga presso la proprietà per mettere in sicurezza i fabbricati, per interventi di disinfestazione, derattizzazione e taglio di erba, carotaggi per escludere ogni contaminazione. La risposta è stata sempre la stessa: NO. Alle brutture non ci si abitua mai e continueremo a chiedere con forza che si passi dai proclami del “salotto” tanto invocato dal Sindaco ai fatti concreti della collaborazione con i privati proprietari'.