
L'OMS aveva previsto un virus X due anni fa: un'epidemia originata da contagi fra animali e uomini. Che si sarebbe diffusa a partire da paesi nei quali la promiscuità fra uomini e animali, anche selvatici, è molto stretta. E dove l'igiene non è così curata. Proprio come la Cina. Dal punto di vista epidemiologico, è acclarato come larga parte delle epidemie degli ultimi decenni venga da quelle zone. Anche la peste del 1300, la zoonosi che ha decimato la popolazione europea e che s'è trascinata per secoli, è venuta dalla Cina. Dirlo non è razzismo, perché nessuno ce l'ha con i cinesi in quanto razza asiatica. Ma è ovvio che suscita reazioni forti, specie in questo momento di tensione. Allora perché un governatore deve dirlo?
Perché la comunità cinese, anche se perfettamente integrata, non è così amata nelle regioni a forte vocazione produttiva e manifatturiera. Perché il cinese, nell'immaginario collettivo, è quello che ruba il lavoro, impiega manodopera clandestina pagata a tazze di riso, impiega capitali di dubbia provenienza, fa le fatture ma poi non paga né tasse né contributi né niente, e ogni due anni, ai primi accertamenti, chiude e riapre con un nome diverso. Vero o falso? Non sta a noi stabilirlo. E la retorica leghista non deve per forza basarsi sul vero: basta il verosimile di tendenza.
La tendenza politica di questi giorni, a sinistra, è stata tutta orientata a sottolineare come il contagio si sia diffuso nel nord leghista, veicolato da manager in doppiopetto e non da immigrati cinesi. Conte ha poi incolpato la sanità lombarda del presunto mancato rispetto dei protocolli, all'origine della diffusione del contagio dal paziente uno, il trentottenne. Salvini è stato messo all'angolo, accusato di sciacallaggio e di connivenza con Renzi. Come uscirne? Semplice: con la Bestia.
La Bestia - fateci caso - non parla mai degli altri leghisti, elogia solo Salvini. Il Capitano, però, usa i luogotenenti alla bisogna.
Salvini ha cercato di mostrarsi come quello tranquillo. Un po' di sano menefreghismo, leggerezza, gattini style. Nel mentre Fontana ha parlato al cuore di quella larga parte di popolazione che teme il Coronavirus come la peste bubbonica, che vuole tenere tutto chiuso e che tiene figli e nonni sigillati in casa da una settimana. E Zaia a tutta quella fascia di piccoli produttori, negozianti, esercenti che sperano che il virus si porti via quella concorrenza cinese che in pochi anni li ha massacrati. In tre hanno coperto tutte le casistiche, e ora, anche grazie ai vari Crozza, si parla solo di loro: è questa la forza della Bestia. Peccato si basi sulle debolezze degli italiani.
Magath



