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'Se cade Draghi, Governo militare': le parole inquietanti di Sorgi

'Se cade Draghi, Governo militare': le parole inquietanti di Sorgi

Se le parole sono pensiero e il pensiero è il presupposto dell'azione, questi elitari agitatori di popolo devono fare attenzione


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Se l’affermazione di Marcello Sorgi, il quale solo ieri ipotizzava che in caso di caduta del governo Draghi, “al Presidente della Repubblica non [sarebbe rimasto] che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare” è stata prontamente derubricata dallo stesso a “paradosso”, non è sfuggito che essa possa incarnare invece il recondito desiderio dei più accesi sostenitori del lasciapassare sanitario. Così come ha di certo solleticato gli animi illiberali la richiesta avanzata dal Generale Figliuolo alcuni giorni fa, di ottenere una lista dei docenti non vaccinati, anche in questo caso prontamente smorzata verso “una generica quantificazione delle mancate adesioni a fini statistici, nel rispetto della privacy e delle scelte personali'. Tralasciando gli svariati paragoni a “sorci” (Burioni), “poltiglia verde” (Lucarelli), “mosche” che muoiono (Scanzi) e via dicendo, che in queste ultime settimane hanno fatto a gara nel definire chi, ricordiamolo, rimanendo pienamente nel recinto della legalità, a volte esprime solamente perplessità (dubbi ancor più alimentati da questi attacchi violenti, come può benissimo spiegare anche l’ultima delle matricole al primo anno di Scienze della comunicazione).

Se le parole sono pensiero e il pensiero è il presupposto dell’azione, questi elitari agitatori di popolo devono fare attenzione, perché in un clima che è diventato così artatamente esasperato, una scintilla rischia di causare una deflagrazione sociale.
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E da lì ad arrivare alla “paradossale” svolta autoritaria che riporti ordine e disciplina, non ci vuol poi molto. Colpisce, invece, che di fronte a questa pletora di affermazioni sconsiderate, non si siano levati ampi cori di dissenso da parte dei difensori della “Costituzione antifascista”. Non un moto di sdegno, così da riabbassare i toni e riportarli verso un civile dibattito. Neppure la timorata dalle divise Michela Murgia, di fronte all’enunciazione dell’ipotesi di veder realizzate le sue più profondi paure, ha sentito il dovere di intervenire.

Corre l’obbligo, tuttavia, di ricordare sia ai fanatici della limitazione della libertà, sia soprattutto ai militari più propensi a debordare dal proprio ruolo, che i militari prima di tutto hanno prestato un giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana (la cui sovranità, ricordiamolo, “appartiene al popolo”) che, lungi dal menzionare sorveglianza, controllo, salute, finanza, impegna invece perentoriamente a “osservare la Costituzione e […] adempiere con disciplina e onore tutti i doveri […] per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Costituzione, Patria, Libertà. Questi sono i valori posti a custodia dei nostri militari. E lo sono perché superiori a tutto il resto e perciò da difendere ad ogni costo.
Chi ha varcato il portone di Palazzo Ducale, chi ha calpestato mille volte le pietre del Cortile d’Onore, chi è parte di quell’unica schiera, lo sa fin troppo bene e dovrebbe cominciare a ricordarselo e pretenderlo da chi vuole strumentalizzarlo ai propri fini.

Simone Zanin - Responsabile territoriale Nazione Futura Modena
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