Se le parole sono pensiero e il pensiero è il presupposto dell’azione, questi elitari agitatori di popolo devono fare attenzione, perché in un clima che è diventato così artatamente esasperato, una scintilla rischia di causare una deflagrazione sociale. E da lì ad arrivare alla “paradossale” svolta autoritaria che riporti ordine e disciplina, non ci vuol poi molto. Colpisce, invece, che di fronte a questa pletora di affermazioni sconsiderate, non si siano levati ampi cori di dissenso da parte dei difensori della “Costituzione antifascista”. Non un moto di sdegno, così da riabbassare i toni e riportarli verso un civile dibattito. Neppure la timorata dalle divise Michela Murgia, di fronte all’enunciazione dell’ipotesi di veder realizzate le sue più profondi paure, ha sentito il dovere di intervenire.
Corre l’obbligo, tuttavia, di ricordare sia ai fanatici della limitazione della libertà, sia soprattutto ai militari più propensi a debordare dal proprio ruolo, che i militari prima di tutto hanno prestato un giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana (la cui sovranità, ricordiamolo, “appartiene al popolo”) che, lungi dal menzionare sorveglianza, controllo, salute, finanza, impegna invece perentoriamente a “osservare la Costituzione e […] adempiere con disciplina e onore tutti i doveri […] per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.
Costituzione, Patria, Libertà. Questi sono i valori posti a custodia dei nostri militari. E lo sono perché superiori a tutto il resto e perciò da difendere ad ogni costo.
Simone Zanin - Responsabile territoriale Nazione Futura Modena



