Il Consigliere comunale del gruppo CambiaModena Antonio Montanini invita, nel lungo comunicato stampa inviato in serata alle redazioni 'a non soffiare sul fuoco', ma allo stesso tempo non usa mezzi termini nei confronti della situazione e delle parti in gioco. Invita alla città ad esaminare con rispetto e moderazione una situazione articolata e ben diversa rispetto a quella rappresentata dai 'violenti' Si Cobas.
'Molti lanciano appelli alle Istituzioni e al mondo politico. La politica locale, in modo direi quasi unanime, si è già espressa con l’approvazione di giovedì scorso in Consiglio Comunale di una Mozione di “condanna alla violenza e solidarietà ad Italpizza, ai suoi lavoratori e ai Sindacati”, vittime di violenze da parte del sedicente Sindacato SI Cobas. Soggetti che pure personalmente mi hanno minacciato, offeso e insultato. Un punto fermo comunque è stato messo. Pertanto, se questi soggetti che operano fuori dalla legalità, continueranno con le loro azioni criminali e violente, la città non potrà che rispondere tramite l’uso della forza. Se poi intensificheranno anche gli scontri, come hanno annunciato, allora sarà necessario, come giustamente chiede il sindacato di Polizia, passare ad ulteriori misure preventive e restrittive. Non possiamo accettare che ogni giorno ci siano Poliziotti che rimangono feriti a causa dei SI Cobas'
'Nel merito prosegue Montanini - la vicenda è di difficile soluzione perché manca la sostanza del contendere, aggravato dal fatto che manca pure un autorevole interlocutore per condurre una qualsivoglia trattativa. Il comunicato dei SI Cobas è eloquente e significativo'. Montanini vuole dichiaratamente dimostrare quanto la protesta dei giorni scorsi sia spropositata rispetto al motivi del contendere, ovvero il reintegro dei lavoratori nelle mansioni precedenti al loro allontanamento o al loro licenziamento. E per farlo ne riporta le motivazioni contenut nel comunicato dei Si Cobas in relazione al mancato rispetto dell'accordo raggiunto in Prefettura l'11 novembre scorso “…La condizione concordata a questo incontro per la cessazione dello
'Se riconosci che non stai chiedendo la luna, se questi dodici lavoratori non sono mai stati licenziati e hanno continuato a percepire lo stipendio anche se non si recavano al lavoro, se il 14 gennaio sono stati regolarmente “ricollocati” nel sito produttivo come previsto dall’accordo raggiunto in Prefettura, chiunque di buon senso si chiederebbe: per un nulla, è logico negare i principi costituzionali del diritto al lavoro, del diritto alla libera impresa, del diritto alla libera circolazione e quant’altro, mettendo in scacco una intera città, semplicemente perché, dodici lavoratori di una Cooperativa di Multiservizi, strutturate per fare pulizie, non accettano di fare i servizi di pulizie?'
quando questi vengono fatti ogni giorno da tutti gli altri colleghi lavoratori?
Capite che non c’è proporzione tra quanto rivendicato e la reazione? Spero che l’opinione pubblica si renda conto, pian piano, di come sia la realtà.



