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SETA, polemica sui turni “a disposizione”: USB chiede un referendum tra i lavoratori

SETA, polemica sui turni “a disposizione”: USB chiede un referendum tra i lavoratori

Per il sindacato autonomo le nuove disposizione avrebbero peggiorato le condizioni dei lavoratori: 'Eccessiva flessibilità senza riconoscimento economici'


2 minuti di lettura

La gestione dei turni “a disposizione” del personale di guida torna al centro del dibattito sindacale in SETA. In un momento segnato da un numero crescente di dimissioni volontarie tra gli autisti, l’ultimo accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali firmatarie ha riacceso le tensioni interne, con la USB che parla di “scelte calate dall’alto” e chiede un referendum tra i lavoratori.
 

Secondo il sindacato di base, l’intesa sulle cosiddette DISPO avrebbe peggiorato ulteriormente le condizioni operative degli autisti, introducendo una flessibilità considerata eccessiva e non accompagnata da alcun riconoscimento economico. L’accordo prevede infatti che ogni conducente, sia full time che part time, riceva almeno due turni a disposizione a settimana, che possono salire fino a cinque nei periodi di sospensione scolastica. In queste giornate è l’azienda a stabilire, anche con poche ore di anticipo, l’orario effettivo di lavoro, senza una fascia garantita.
USB ricorda di aver proposto, nella propria piattaforma rivolta all’azienda, che i turni a disposizione fossero collocati almeno entro una fascia oraria definita, con comunicazione del turno effettivo 48 ore prima, come previsto da consolidata giurisprudenza in materia di organizzazione del lavoro.
 

A creare ulteriori disparità, secondo il sindacato, è la differenza di trattamento tra i lavoratori assunti prima e dopo il 2012.
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Per i più recenti, la dispo viene calcolata sulla media delle 26 settimane, con un valore minimo di 7 ore, in linea con il CCNL che fissa l’orario settimanale a 39 ore. Per gli autisti assunti prima del 2012, invece, la dispo vale 6 ore e 30, ma i turni assegnati superano quasi sempre le 7 ore effettive, generando straordinari obbligatori che dovrebbero essere retribuiti immediatamente.
 

“Molti lavoratori non sono informati di queste differenze tecniche – denuncia USB – ma azienda e sindacati firmatari sanno bene che questa organizzazione del lavoro serve solo a ottimizzare i costi, utilizzando il personale oltre il dovuto”. Il sindacato critica inoltre l’assenza di una indennità economica per il tempo in cui gli autisti restano a disposizione dell’azienda.
Per queste ragioni USB chiede che l’accordo venga sottoposto a referendum, sostenendo che i lavoratori continuano a essere esclusi dalle decisioni che incidono direttamente sulle loro condizioni di impiego. “Serve un cambiamento definitivo – conclude il sindacato – con regole chiare e uguali per tutti”.
 

Nella foto, una recente mobilitazione dei sindacati autonomi sui diritti dei lavoratori Seta
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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