I loro nomi già nei giorni scorsi comparivano infatti nel volantino sulla manifestazione del 2 giugno della consulta Popolare. Nell'elenco dei relatori, oltre Ascari, Ovadia e Wael Al-Dahdouh, era apparso in un primo momento anche quello di Fausto Giannelli, legale difensore di Salim El Kudry, l'attentatore di Modena, poi tolto dall'elenco. Giannelli, pur essendo presente fisicamente in piazza, forse per non prestare il fianco a polemiche, non è intervenuto direttamente in piazza ma espresso il suo pensiero in un post sulla sua pagina social: 'Il 2 giugno non è la festa delle forze armate, non è una parata militare ma la festa della Repubblica, nata dalla resistenza per affermare il ripudio della guerra, sempre e ovunque'
Interviene invece in lingua araba, con traduttore a fianco, Wael Al-Dahdouh, giornalista palestinese, già capo redattore di Al Jazeera a Gaza. Il giornalista ha offerto una drammatica testimonianza sul conflitto, ricordando il sacrificio di decine di giornalisti oltre che della propria famiglia, colpita dai bombardamenti israeliani che hanno causato la perdita di 12 congiunti, tra cui la moglie e tre figli. Alla platea in piazza Grande il giornalista, per il quale il sindaco Mezzetti interebbe proporrre al Consiglio Comunale la cittadinanza onoraria modenese, ha chiesto di continuare il sostegno alla causa palestinese.
La manifestazione ha voluto rimettere al centro i valori dell’Articolo 11 della Costituzione, trasformando la Festa della Repubblica in un momento di ferma opposizione alla guerra, alle spese militari e al dramma umanitario a Gaza. L'obiettivo della piazza è stato chiaro: contestare le logiche di profitto ed egemonia economica che alimentano i conflitti odierni, chiedendo un impegno concreto per la pace e la solidarietà internazionale.

'Questo governo si riempie la bocca di valori e poi finanzia il riarmo, le guerre, il genocidio e ha trasformato la solidarietà in un reato' -
A dare voce a questo dissenso è stato l'intervento di Moni Ovadia. L'artista e attivista ha ricordato con forza che 'la Repubblica è dei cittadini, non dei militari o dei politici', lanciando un severo allarme su un Occidente che rischia di camminare verso la catastrofe sociale e umanitaria. Ovadia ha quindi esortato il pubblico a reagire contro le oppressioni, definendo l'attuale sistema coloniale e schierandosi apertamente a sostegno della 'resistenza e della dignità del popolo palestinese'.



