Il provvedimento sulle partecipazioni societarie, già illustrato dall’assessore ai Rapporti con le Partecipate Paolo Zanca nella scorsa seduta, è stato approvato oggi con il voto a favore di Pd, Avs, Spazio democratico e M5s, contrario di Fratelli d’Italia, Lega Modena e FI, e con l'astensione di Modena per Modena e Modena civica.
Insieme alla delibera è stato presentato un emendamento di Fratelli d’Italia (respinto già la scorsa seduta con il voto a favore di FdI e Lega Modena, e contrario di Pd, Avs, Spazio democratico e M5s) che, in riferimento alle azioni intraprese a seguito dei rilievi della Corte dei Conti su aMo, chiedeva di aggiungere alla relazione un aggiornamento puntuale sulla vicenda, dando conto dell’esposto presentato dal revisore unico, delle presunte irregolarità contestate e dello stato dei procedimenti giudiziari in corso. L’emendamento evidenziava inoltre che la società ha affidato un incarico legale per valutare i presupposti per eventuali azioni sociali di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore unico e che tale parere non risulta ancora disponibile.
Il provvedimento, che approfondisce la situazione di ForModena, CambiaMo, Amo spa, Farmacie comunali, Seta spa, Hera spa, Lepida spa e Banca popolare Etica, non rileva per il 2025 azioni straordinarie di razionalizzazione intraprese dal Comune essendosi, appunto, completate le azioni previste dai piani precedenti.
La delibera, in particolare, evidenzia le azioni intraprese tempestivamente dal Comune di Modena, e i relativi provvedimenti adottati dalle partecipate interessate, a seguito delle osservazioni della Corte dei conti riguardanti le due delibere di “Analisi e razionalizzazione delle partecipate” alle date del 31 dicembre 2022 e 2023, di cui lo scorso luglio il Consiglio comunale aveva preso atto.
Nello specifico, in relazione alla richiesta dell’Amministrazione comunale di superare lo strumento dell’associazione e adottare uno schema societario più adeguato alle attività svolte, in coerenza con
Intervenendo su Amo, Zanca ha chiarito che l’agenzia, anche
Rispetto invece alla richiesta a Seta di completare l’adeguamento dell’assetto gestionale e operativo previsto per le società a controllo pubblico, l’assessore ha spiegato che lo scorso 30 settembre il Comune di Modena ha inviato una lettera, a firma congiunta con i sindaci di Reggio Emilia e Piacenza e con i presidenti della Provincia di Modena e Reggio Emilia, indirizzata all’Amministratore delegato, con la quale sono state richieste dettagliate informazioni circa la situazione della società (tra cui quantificazione dell’impatto dell’aumento del prezzo dei titoli di viaggio richiesto dalla stessa azienda; situazione debitoria a giugno 2025; investimenti mezzi nuovi, numero autisti), a cui l’azienda non ha ritenuto di fornire quanto richiesto. Zanca ha quindi parlato della costituzione di un gruppo di lavoro composto dai principali soci pubblici di Seta, riunitosi lo scorso 20 novembre, che (anche con l’ausilio di una consulenza esterna giurisprudenziale) punta a definire le modalità per rendere effettiva l’applicazione a Seta delle norme previste per le società a controllo pubblico, valutando la fattibilità di un eventuale patto di sindacato tra i soci pubblici. L’assessore ha quindi concluso parlando di una conduzione aziendale “che lascia perplessi e preoccupati”, sottolineando che “il tema si intreccia con la prospettiva dell’annunciata azienda regionale del trasporto pubblico, alla quale come Comune di Modena siamo interessati, a condizione che siano chiari i soggetti coinvolti, che sia molto chiara la governance e siano molto chiare le forme di finanziamento economiche di un settore sottofinanziato ormai da anni, a livello nazionale, che però è uno dei settori più importanti dei nostri servizi pubblici e rispetto al quale, purtroppo, abbiamo dovuto segnalare carenze e insoddisfazioni sulla qualità e la quantità del servizio erogato”.



