Ventisei consiglieri presenti, ventiquattro votanti, diciotto favorevoli, sei contrari e due astenuti. E' stato risolto in un minuto, lo stallo che aveva concluso la
precedente seduta del consiglio comunale di Modena nel quale la delibera sulla razionalizzazione e analisi delle società partecipate del Comune di Modena non era stata votata per mancanza di numero legale. Una votazione che dovendo avvenire entro la scadenza del 31 dicembre, era stata rinviata alla successiva, ed ultima dell'anno, seduta consigliare. Quella di oggi, relativa al bilancio di previsione. Una seduta fiume iniziata alle 8,30 per consentire lo svolgimento e l'ampio dibattito previsto sulle singole proposte sui singoli emendamenti alla manovra.Il provvedimento sulle partecipazioni societarie, già illustrato dall’assessore ai Rapporti con le Partecipate Paolo Zanca nella scorsa seduta, è stato approvato oggi con il voto a favore di Pd, Avs, Spazio democratico e M5s, contrario di Fratelli d’Italia, Lega Modena e FI, e con l'astensione di Modena per Modena e Modena civica.Insieme alla delibera è stato presentato un emendamento di Fratelli d’Italia (respinto già la scorsa seduta con il voto a favore di FdI e Lega Modena, e contrario di Pd, Avs, Spazio democratico e M5s) che, in riferimento alle azioni intraprese a seguito dei
rilievi della Corte dei Conti su aMo, chiedeva di aggiungere alla relazione un aggiornamento puntuale sulla vicenda, dando conto dell’esposto presentato dal revisore unico, delle presunte irregolarità contestate e dello stato dei procedimenti giudiziari in corso. L’emendamento evidenziava inoltre che la società ha affidato un incarico legale per valutare i presupposti per eventuali azioni sociali di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore unico e che tale parere non risulta ancora disponibile.Il provvedimento, che approfondisce la situazione di ForModena, CambiaMo, Amo spa, Farmacie comunali, Seta spa, Hera spa, Lepida spa e Banca popolare Etica, non rileva per il 2025 azioni straordinarie di razionalizzazione intraprese dal Comune essendosi, appunto, completate le azioni previste dai piani precedenti.La delibera, in particolare, evidenzia le azioni intraprese tempestivamente dal Comune di Modena, e i relativi provvedimenti adottati dalle partecipate interessate, a seguito delle osservazioni della Corte dei conti riguardanti le due delibere di “Analisi e razionalizzazione delle partecipate” alle date del 31 dicembre 2022 e 2023, di cui lo scorso luglio il Consiglio comunale aveva preso atto.Nello specifico, in relazione alla richiesta dell’Amministrazione comunale di superare lo strumento dell’associazione e adottare uno schema societario più adeguato alle attività svolte, in coerenza con il Tusp, Aess – Agenzia
per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile (organismo “in house”) ha comunicato che l’attuale veste giuridica di associazione continua a rappresentare la forma più rispondente alle proprie caratteristiche e funzioni; ForModena, con deliberazione dell’assemblea straordinaria, ha invece provveduto alla modifica statutaria richiesta, adeguando il numero dei componenti del Consiglio di amministrazione a quanto previsto dal Tusp; CambiaMo, in risposta alla raccomandazione di monitorare costantemente il business plan pluriennale al fine di tutelare l’investimento pubblico, ha trasmesso una prima relazione periodica sull’andamento della società alla data del 30 settembre 2025, che – oltre al consueto monitoraggio al 30 giugno previsto dal regolamento dei controlli interni – evidenzia previsioni di chiusura positive per l’esercizio 2025. Inoltre, rispetto alla richiesta di procedere, in occasione del prossimo rinnovo dell’organo amministrativo, alla nomina di un amministratore unico in luogo dell’organo collegiale, il presidente del Consiglio di amministrazione ha ribadito che la scelta di un organo composto da più membri, dotati di competenze eterogenee e complementari, rappresenta una garanzia e un presidio per una gestione attenta della società e non comporta maggiori oneri per la società, dato che i consiglieri non percepiscono compensi.Intervenendo su Amo, Zanca ha chiarito che l’agenzia, anche su sollecitazione del Comune, ha intrapreso
soprattutto due operazioni: “Una verso la dipendente giudicata infedele nella gestione amministrativa, procedendo, attraverso decreto ingiuntivo, al recupero di una quota consistente delle somme a quel tempo quantificate come distratte dal bilancio di Amo”; l’altra riguardante, invece, il licenziamento per giusta causa del direttore di Amo. L’assessore ha poi parlato anche della nomina di un nuovo revisore legale dei conti “e di una serie di provvedimenti per dotare l’agenzia di strumenti di controllo che evidentemente non avevano svolto, fino in fondo, le proprie attività”. Sottolineando che “l’indagine è ancora in corso e gli scenari in evoluzione”, l’assessore ha rimarcato che “Amo è impegnata a procedere al recupero totale delle somme”, e che “è in fase di valutazione l’avvio di un’azione di responsabilità verso i precedenti amministratori e direttori sulla base di un parere legale”.Rispetto invece alla richiesta a Seta di completare l’adeguamento dell’assetto gestionale e operativo previsto per le società a controllo pubblico, l’assessore ha spiegato che lo scorso 30 settembre il Comune di Modena ha inviato una lettera, a firma congiunta con i sindaci di Reggio Emilia e Piacenza e con i presidenti della Provincia di Modena e Reggio Emilia, indirizzata all’Amministratore delegato, con la quale sono state richieste dettagliate informazioni circa la situazione della società (tra cui quantificazione dell’impatto dell’aumento del prezzo dei titoli di viaggio richiesto dalla stessa azienda; situazione debitoria a giugno 2025; investimenti mezzi nuovi, numero autisti), a cui l’azienda non ha ritenuto di fornire quanto richiesto. Zanca ha quindi parlato della costituzione di un gruppo di lavoro composto dai principali soci pubblici di Seta, riunitosi lo scorso 20 novembre, che (anche con l’ausilio di una consulenza esterna giurisprudenziale) punta a definire le modalità per rendere effettiva l’applicazione a Seta delle norme previste per le società a controllo pubblico, valutando la fattibilità di un eventuale patto di sindacato tra i soci pubblici. L’assessore ha quindi concluso parlando di una conduzione aziendale “che lascia perplessi e preoccupati”, sottolineando che “il tema si intreccia con la prospettiva dell’annunciata azienda regionale del trasporto pubblico, alla quale come Comune di Modena siamo interessati, a condizione che siano chiari i soggetti coinvolti, che sia molto chiara la governance e siano molto chiare le forme di finanziamento economiche di un settore sottofinanziato ormai da anni, a livello nazionale, che però è uno dei settori più importanti dei nostri servizi pubblici e rispetto al quale, purtroppo, abbiamo dovuto segnalare carenze e insoddisfazioni sulla qualità e la quantità del servizio erogato”.