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Strage Bologna, l'allora presidente della Regione: 'Fu attacco politico contro la sinistra'

Strage Bologna, l'allora presidente della Regione: 'Fu attacco politico contro la sinistra'

Lanfranco Turci: 'Un attacco dello stesso segno di quello che aveva portato alla uccisione di Aldo Moro, pensato dall'interno dello Stato italiano e dei servizi Nato e Usa'


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Il 2 agosto 1980 al posto di Stefano Bonaccini alla guida della Regione Emilia Romagna sedeva il modenese Lanfranco Turci. Esponente di spicco dell'allora Pci, Turci era stato rinnovato appena 7 giorni prima (25 luglio 1980) alla guida della Regione, quando alle 10.25 scoppiò la bomba che provocò 85 vittime e oltre 200 feriti.
Proprio Turci fu uno degli oratori ai funerali delle vittime e sotto la sua presidenza la Regione Emilia Romagna si costituì parte civile nei procedimenti penali contro gli autori materiali dell'atto terroristico di Bologna.

Oggi, a 40 anni di distanza, Turci rivive quella giornata e offre sui social una sua precisa (e inedita) ricostruzione politica di quella che, nonostante le sentenze di condanna agli autori materiali, resta la più grande tragedia irrisolta italiana.

'Ero Presidente della Regione e vissi quella giornata dentro la Prefettura di Bologna e in Piazza Maggiore. Nelle discussioni delle settimane successive mi sono fatto una idea che non ho mai abbandonato, pur non seguendo i giri e rigiri delle indagini giudiziarie di questi 40 anni - afferma Turci -. Fu un attacco politico contro la sinistra e il movimento dei lavoratori che in quel decennio aveva dominato la scena, nonostante il terrorismo e la violenza diffusa. Un attacco dello stesso segno di quello che aveva portato alla uccisione di Aldo Moro, pensato dall'interno dello Stato italiano e dei servizi Nato e Usa'.

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