'Tante sono le misure agite dall’amministrazione comunale per prevenire e contrastare questi fenomeni che purtroppo non colpiscono solo i centri storici delle nostre città. Ma non basta se le risorse che hanno a disposizione le amministrazioni locali sono sempre meno non solo per il presidio del territorio ma anche per le politiche sociali di integrazione e sostegno alle fragilità. Voglio essere chiara: nessuno di noi giustifica chi commette violenza - continua Paragliola - le forze dell’ordine sono a lavoro per individuare l’aggressore. Ma quando parliamo di sicurezza, accanto al presidio del territorio da parte degli agenti di polizia dobbiamo puntare anche ad azioni volte ad aumentare la sicurezza sociale, i servizi di welfare e sanità pubblica, il diritto alla casa e ad un lavoro dignitoso, risorse necessarie per un vero cambiamento culturale oggi non più rivianbile. Difficile se spesso i sindaci si trovano a dover scegliere tra assumere un assistente sociale o un agente di polizia locale perché le risorse e le norme non gli permettono di investire su entrambe le figure. Questo è ancora più drammatico oggi perché è di qualche giorno fala notizia dell’aumento della povertà nel nostro paese. Oltre 2 milioni di famiglie in situazione di povertà assoluta e le richieste di aiuto ai centri per l’approvigionamento alimentare sono aumentate di oltre il 60 % negli ultimi 10 anni. In una società competitiva come la nostra il numero di coloro che si sentono spinti sempre più ai margini è in continua crescita e Vignola non è sotto una campana di vetro'.
Interviene sull’accaduto anche il consigliere regionale di AVS Paolo Trande: 'Piena solidarietà e vicinanza alla donna che ha subito violenza.
'Ci si scaglia anche contro cittadini regolari italiani che lavorano, pagano le tasse, mandano i loro figli nelle nostre scuole pubbliche e contribuiscono alla crescita delle nostre comunità. Noi condanniamo in maniera perentoria l'aggressione violenta alla giovane donna vignolese ma condanniamo anche chi parla alla pancia delle persone per puri fini elettorali. Questi sono momenti in cui la politica, a partire dallo Stato centrale che ha la responsabilità primaria della sicurezza, deve chiedersi cosa può fare per aiutare a trovare soluzioni non per fare confusione e propaganda scagliandosi in maniera indistinta e generalizzata contro i cittadini di origine straniera' - chiude Trande.



