Il registro comunale per la presentazione delle DAT (Dichiarazionì Anticipate di Trattamento), anticipava la legge sul testamento biologico, e continuerà a rimanere in vigore, con alcune modifiche, anche ora che la legge è stata approvata. E' quando confermato oggi pomeriggio dall'Assessore l’assessora Ludovica Ferrari, con deleghe anche ad Anagrafe e Stato civile, rispondendo in Consiglio lunedì 26 marzo a una interrogazione del consigliere Francesco Rocco (ArtUno- MdP – Per me Modena) che chiedeva “quanti ‘testamenti biologici’ sono stati autenticati e registrati presso il Comune di Modena.
Le Dichiarazioni Anticipate di trattamento autenticate al registro sono 287, presentata dal 2010. Di queste 15 nel 2017 e 8 dall’entrata in vigore della legge.
Dopo il 2010, anno in cui il Comune istituì il registro, di anni ne sono passati prima dell'approvazione della legge n. 219 del 14 dicembre 2017, in vigore del 31 gennaio 2018. Un lungo periodo che per l'Assessore Ferrari conferma la lungimiranza del Comune nell'avere istituito il registro.
'La nuova legge - ha specificato l'Assessore - ha autorizzato i Comuni già operativi nella raccolta dei biotestamenti a mantenere valido il proprio operato e le dichiarazioni raccolte'. Questo è quanto farà il Comune.
Gli adeguamenti richiesti per il Registro riguardano l'esclusione del pagamento dell'imposta di bollo, la possibilità di indicare un unico fiduciario, l'esclusione dell'indicazione dei soli soggetti autorizzati a ricevere informazioni sul deposito delle Dat; l’informazione che, in assenza di nomina di un fiduciario, le Dat possono essere comunque ricevute dall'ufficio e avranno stessa forza giuridica delle altre.

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