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Unione Area Nord a un bivio: senza Mirandola o si cambia o (forse), si implode

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Il PD di Cavezzo ai sindaci: 'Urge patto su nuova presidenza e sostenibilità di bilancio'. Golinelli (Lega): 'Dov'è finito il piano di riorganizzazione?'


Unione Area Nord a un bivio: senza Mirandola o si cambia o (forse), si implode

'Vista la complessa situazione che si sta venendo a creare all’interno dell’Unione Comuni Area Nord, a seguito della sciagurata decisione del Sindaco e della giunta di Mirandola di uscire dall’Unione stessa in modo irresponsabile, chiediamo ai Sindaci dell’Unione di scrivere un documento programmatico a cui vincolare l’elezione di un nuovo Presidente. La discussione deve andare oltre l’attribuzione delle deleghe in giunta, ma devono essere fatte attente valutazioni sulla sostenibilità di bilancio dell’Unione stessa e dei singoli Comuni'

Così Flavio Lodi, Segretario PD di Cavezzo e Ivo Paradisi, Gruppo Consigliare “Facciamo squadra” in merito del dibattito in corso sull’uscita, decisa e formalizzata da Mirandola, dall’Unione dei Comuni modenesi dell’Area Nord, ed in attesa della decisione del Tar sul ricorso presentato dagli stessi comuni avverso alla decisione del Comune di Mirandola, anticipata dall’accoglimento della richiesta di sospensiva che ha congelato l’uscita inizialmente prevista a fine anno. 

Fatto sta che le procedure per strutturare una nuova Unione a otto sono partite e, anzi, oggi avrebbero già dovuto entrare nel merito. Temi come quello sulla sostenibilità del bilancio, o legati alla necessità di avere una idea di Unione dei Comuni Area Nord che si vuole realizzare, sembrano fare da filo conduttore, più dell’esito del ricordo stesso, nelle discussioni tra sindaci e amministratori dell’Unione nella prospettiva ad otto. In particolare, nella prospettiva di dovere agire in un organismo che presto potrebbe rimanere ufficialmente e completamente orfano del comune capofila. Non solo per numero abitanti ma per peso specifico all’interno dell’Unione stessa. Dato dalla portata dei servizi via via conferiti da Mirandola nell’Unione insieme a personale ed investimenti rispetto agli altri. Risorse umane e finanziarie che se reinternalizzate all’interno del Comune di Mirandola (come dovrebbero essere ad uscita confermata) creerebbero uno squilibrio tale da rendere difficile pensare ad una sopravvivenza dell’Unione a otto, nelle forme e nei livelli di conferimento dei comuni attuali.

Una consapevolezza che a vari livelli sembra avere fatto da filo conduttore anche nelle ultime riunioni dei sindaci PD, che pur confermando l’opportunità del ricorso presentato per opporsi alla scelta di Mirandola, sarebbero consapevoli dell’inopportunità oltre che della difficoltà politica nel trattenere a forza un comune che se ne vuole andare. E che forse sarebbe meglio concentrarsi sul presente e al futuro di una nuova Unione a otto in assenza del comune trainante. Una sorta di rifondazione, per potere sopravvivere e crescere senza Mirandola. Nonostante la sua ormai non più tenera età (17 anni dalla sua creazione), l’Unione del Comuni dell’Area Nord, è oggi considerata dalla stessa Regione, ancora ad un livello embrionale di sviluppo, dato lo scarso livello di conferimento di servizi da parte di diversi comuni degli otto rimanenti. O crescere o morire, tra l'altro, era ormai diventato l'imperatore categorico posto dalla presidente dell'Unione, il sindaco di Mirandola, prima dell'uscita formale.

Ed è proprio nella direzione di una rifondazione dell'Unione, sembrerebbe andare l’appello di Flavio Lodi ed Ivo Paradisi: “Riteniamo opportuno che si definisca, in maniera chiara, quale sia, da parte dei Comuni soci, l’idea di Unione dei Comuni Area Nord che si vuole realizzare”

Su questo punto è del resto anche la maggioranza del Comune di Mirandola a richiamare agli impegni. In particolare rispetto alle verifiche necessarie, da parte dell'Unione, per potere pesare l'impatto del processo di uscita di Mirandola in un piano di riorganizzazione. “Lo aspettavamo il 31 ottobre scorso, data per altro di scadenza e pattuita da presidenza e giunta, ma al momento non è pervenuto assolutamente nulla, né a noi né ad altri' - sottolineano i consiglieri del Gruppo Lega per Salvini Premier – UCMAN Lavinia Zavatti, Guglielmo Golinelli, Dorothy Borellini, Selena De Biaggi, Donato Bergamini, Agnese Zaghi e Giovanni Lodi. 'Ci troviamo dunque di fronte all’ennesima lungaggine targata Ucman?' 

“Se non è così – proseguono - invitiamo il presidente a rispondere in modo dettagliato all’interpellanza che abbiamo presentato oggi, e a presentare i documenti a riguardo, documenti che dovevano essere pronti da oltre due settimane.”

Come da accordi antecedentemente presi - fa notare il Gruppo Lega del Consiglio dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’Area Nord - il Presidente e la Giunta dell’UCMAN, a seguito della decisione di Mirandola di recedere dall’Unione, hanno conferito un incarico al Dott. Giuseppe Canossi per realizzare un accurato ed organico piano di riorganizzazione della macrostruttura dell’Unione (Aree, Servizi, Unità Operative, Uffici in line ed Uffici in staff) e della ridefinizione della dotazione organica e dei costi, con tanto di penali in caso di inadempienza.

“Da quello che ci risulta, ad oggi, di questo piano non c’è traccia alcuna. Ci preme semplicemente sottolineare la gravità della situazione creatasi proprio per l’inadempienza nei confronti del contratto stipulato tra l’Unione e il consulente Dott. Canossi. Senza contare il fatto, non di secondaria importanza che Mirandola ha già predisposto il piano economico finanziario di re-inserimento delle funzioni all’interno del Comune, mentre l’Unione è letteralmente ferma. Ragioni che ci hanno indotto a presentare un’interpellanza per chiedere se effettivamente, come ci risulta non siano stati rispettati i tempi previsti dall’accordo, oltre che di entrare in possesso nel più breve tempo possibile della documentazione ad oggi inesistente.”

 


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