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Vasco e Muzzarelli: l'azzardo di un politico di razza

Vasco e Muzzarelli: l'azzardo di un politico di razza

L'indubbia capacità di mediazione miscelata a decisionismo e strategia del sindaco, viene messa sul tavolo del ?chemin de fer in una sola notte


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Era il 1980 quando l'allora 25enne Gian Carlo Muzzarelli diventava sindaco della sua Fanano. Da allora la carriera politica di questo bancario in aspettativa non si è più fermata. Sindaco del piccolo Comune dell'Appennino fino al 1990, poi assessore provinciale, consigliere regionale, assessore regionale e da tre anni sindaco di Modena.

Tanto si può dire di Muzzarelli, ma non che non abbia esperienza e, anche, cultura, politica. Lo ha dimostrato da assessore regionale (se l'addio di Vasco Errani non avesso coinciso con l'ondata rottamatrice di Renzi ora sarebbe lui presidente al posto di Stefano Bonaccini e, probabilmente, sarebbe meglio) e, in fondo, lo sta dimostrando anche da sindaco. 

Da politico di razza (con i pregi e i difetti che questa definizione comporta) ha affrontato i nodi più spinosi e gli inevitabili inciampi di questi primi tre anni di legislatura. A volte mediando, a volte usando il pugno di ferro. A volte accarezzando gli interlocutori più scomodi, altre volte punendoli. Qui non si tratta di giudicare il come (sul quale ci sarebbe molto da dire e spesso abbiamo detto), ma di giudicare il risultato.

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E dal punto di vista dei risultati le spine nel fianco Muzzarelli ha saputo togliersele tutte.

Modena Attiva disattivata con un incarico da 800mila euro alla società di uno dei fondatori di quel gruppo ribelle (Marco Miana), Confcommercio (unica associazione di categoria ad aver intrapreso qualche mese una strada critica) normalizzata con la sostituzione (fortemente caldeggiata dal sindaco) del segretario cittadino Alberto Crepaldi con il più mite Domenico Scalzo, la rivolta dei sindacati della municipale gestita attraverso un'attenta mediazione tra richieste degli operatori e il ruolo di Franco Chiari (tanto che oggi sulle barricate restano solo i pochissimi iscritti della Uil dell'ex ribelle di Modena Attiva Cristian Medici).

Ma gli esempi sono tantissimi: la crisi di giunta gestita senza tante polemiche nonostante l'addio dei bersaniani dal gruppo Pd e il fermento tra i malettiani (punendo Ludovica Ferrari e tenendosi stretti Paolo Trande e compagni), la svolta nell'avvio del cantiere del Sant'Agostino con l'apparente accoglimento delle critiche di Italia Nostra di Giovanni Losavio, la gestione (ovviamente da dietro le quinte) della crisi della Cna con l'uscita di scena di Maurizio Torreggiani e l'arrivo del fidatissimo Domenico Livio Trombone.

Poi ovviamente non  mancano i nodi ancora aperti (l'allarme sicurezza su tutti), ma nel complesso la capacità di risolvere i problemi a proprio vantaggio va riconosciuta a Muzzarelli.

Modena (di cui è sindaco, presidente della Provincia, presidente della Ctss) in questi tre anni è diventata una città senza dissenso. O quasi. E questo è un peccato, profondo. Ma un merito dal punto di vista del sindaco (oltre che un demerito delle opposizioni e della società civile).

Comunque... Ora, tutto questo, tutta questa capacità di mediazione miscelata a decisionismo e strategia, viene messa sul tavolo del  chemin de fer in una sola notte. Il primo luglio Muzzarelli, con Vasco Rossi, si gioca tutto. Tutte le strategie, 37 anni di carriera nelle istituzioni, il futuro politico stesso (per lui si parla da tempo di un posto in Parlamento). Tutto in una notte. Un azzardo del quale forse un anno fa, rispondendo sì a quella telefonata di Vasco, il sindaco non si era reso conto. Oppure, semplicemente, ha voluto correre il rischio.

Tutto in una notte.

Il problema è - come detto - che se dovesse vincere sarà una sua vittoria, se dovesse perdere la sconfitta sarà non solo sua, ma dell'intera città. E allora non resta che augurarsi che il giro di carte sia dei migliori. Che il concerto di Vasco sia un grande spettacolo e basta. Con i disagi che comporta, ma nulla più.

Deponendo i paradossi e le iperboli, smettendo di pensare che il rocker di Zocca possa cancellare tutto, ogni singolo vialetto del parco. Non servirebbe.

Augurarsi che vada tutto nel migliore dei modi per il bene di Modena, ma - onestamente - un po' anche per il bene del giocatore d'azzardo Muzzarelli.

Leo

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